Cambiamenti climatici: Lombardia e Milano si candidano ad ospitare la prossima COP 26

In questi anni, l’allarme della comunità scientifica internazionale sui cambiamenti climatici in atto si è ulteriormente aggravato. La conferma viene dal rapporto dell’International panel on climate change (Ipcc, il gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici) dell’ottobre 2018 e dalla Cop 24 organizzata a Katowice (Polonia 2018). In quella occasione, il ministro dell’Ambiente Sergio Costa aveva ufficializzato la candidatura dell’Italia ad ospitare la conferenza sui cambiamenti climatici e sui rischi a cui la popolazione mondiale andrebbe a impattare nel 2020.

Martedì 26 febbraio 2019, nell'aula del Consiglio regionale, l'assessore regionale della Lombardia all'Ambiente e Clima Raffaele Cattaneo ha annunciato che il presidente Attilio Fontana "ha già inviato una lettera al governo "per chiedere che la Cop 26 sia ospitata in Lombardia". L'assessore Cattaneo ha anche citato gli obiettivi individuati dall'accordo di Parigi sul clima del 2015. "Al 2030 – ha detto – l'obiettivo è di ridurre le emissioni di CO2 del 40% rispetto ai livelli del 2005; ridurre i consumi di energia primaria del 32,5% e raddoppiare la produzione di energia da rinnovabili. Al 2050 la Regione Lombardia deve diventare a emissioni zero nette".

Le strategie mondiali sui rischi dei cambiamenti climatici in atto, guardano dunque alla candidatura lombarda ad ospitare a Milano la conferenza COP 26.

In tutto il mondo, le conseguenze del cambiamento climatico sono già evidenti: aumento della temperatura dell’aria, scioglimento dei ghiacci, aumento delle acque marine e dei livelli di precipitazioni e pesanti ricadute sulle condizioni di vita della popolazione mondiale.

Al momento, per monitorare lo stato di questo obiettivo è disponibile un unico indicatore rappresentato dalle emissioni di gas serra nell’atmosfera, espresse in tonnellate di CO2 equivalente per abitante. In base a tale indicatore, il posizionamento regionale è incoraggiante: la Lombardia si posiziona al sesto posto con 8,4 tonnellate di CO2, ben al di sotto delle 10,6  tonnellate corrispondenti al valore mediano UE21; l’Italia con 8,8 tonnellate si posiziona all’ottavo posto.

Le perdite economiche registrate in Europa nel periodo 1980-2016 provocate da fenomeni meteorologici ed altri eventi estremi legati al cambiamento del clima hanno superato 436 miliardi di euro. Le maggiori perdite riguarderebbero i settori dell’industria, dei trasporti e dell’energia. L’Italia è uno dei Paesi più soggetti a rischi naturali e al rischio di catastrofi.

Tra i 28 Stati membri dell’UE, il territorio italiano ha subito il maggior danno economico per disastri nel periodo 1980-2015. Le ondate di calore verificatesi tra il 2005 e il 2016 in 23 città italiane hanno causato ben 23.880 decessi.

La Cop 26 rappresenta quindi un’importantissima occasione per costruire una strategia efficace e coraggiosa a contenere l’aumento della temperatura entro 1.5 gradi, scongiurando conseguenze gravissime.

In questa battaglia, Lombardia e Milano possono raccogliere una leadership importante e fondamentale rilanciando anche il ruolo che l’Italia ha avuto nella strategia 20-20-20 del 2006-2008, la prima vera azione dell’Unione europea verso la transizione energetica.