È stata inaugurata oggi a Palazzo Pirelli la mostra dedicata a Grazia Deledda in occasione del centenario del conferimento del Premio Nobel per la Letteratura assegnatole nel 1926 per il romanzo “Canne al vento” pubblicato nel 1913.
L’anniversario viene celebrato in tutta Italia con festival, convegni e mostre che omaggiano la prima donna italiana che ha ricevuto questo prestigioso riconoscimento.
La mostra viene peraltro ospitata a Palazzo Pirelli alla vigilia della festa del 2 giugno, ricorrenza in cui quest’anno cade l’80° anniversario del suffragio universale: Grazia Deledda fu tra le principali fautrici del riconoscimento del voto alle donne e prima donna italiana nella storia ad essere candidata al Parlamento.
L’esposizione, organizzata dal Circolo Sardegna di Monza e Brianza, celebra una delle più grandi scrittrici della letteratura italiana del ‘900 attraverso i quadri esposti e realizzati da Gian Pietro Bernardini, pittore sardo che a Monza ha già dipinto un murales dedicato a Deledda. Nei quadri, dipinti su tela, sono raffigurate alcune tappe della vita della scrittrice e alcune scene tratte dal romanzo “Canne al vento”.
“Il Premio Nobel per la Letteratura vinto da Grazia Deledda non è solo il successo di una straordinaria scrittrice sarda. È anche il risultato di una storia che passa dalla Lombardia e arriva, dopo oltre 600 chilometri, a Nuoro. Perché nella vita di Grazia Deledda c’è una figura fondamentale, spesso rimasta sullo sfondo, che spiega il legame tra la scrittrice e la nostra regione: Palmiro Madesani, suo marito, originario di Cicognara, nel mantovano. È proprio questo rapporto tra mondi così diversi che costituisce un ponte ideale tra la Sardegna e la Lombardia. Con questa mostra ospitata a Palazzo Pirelli, mi piace pensare che in quel Nobel, a un secolo di distanza, ci sia anche un po’ di Lombardia: della sua concretezza, della sua discrezione, della sua capacità di lavorare senza cercare riflettori” ha affermato il Presidente del Consiglio regionale Federico Romani.
All’inaugurazione erano presenti anche il Consigliere regionale Luigi Ponti (PD), il Presidente del Circolo Sardegna di Monza e Brianza Salvatore Carta, la pronipote di Grazia Deledda Grazia Madesani Deledda e alcuni rappresentanti del Circolo Sardegna di Monza e Brianza.
Autrice di più di cinquanta volumi tra romanzi e novelle, Grazia Deledda nella sua opera più famosa “Canne al vento”, seppe interpretare il passaggio tra il XIX e il XX secolo in chiave antropologica, scegliendo la Sardegna come ambientazione della decadenza di una famiglia nobiliare legata agli antichi valori dell’onore. Il titolo Canne al vento è una metafora, ripresa dalla filosofia di Blaise Pascal, che vede gli uomini come esseri fragili, suscettibili di essere spazzati via in ogni momento dalla storia e la natura, ma allo stesso tempo resistenti e pronti a creare un nuovo equilibrio di rinascita dopo le sciagure che li colpiscono.
La mostra potrà essere visitata fino a mercoledì 10 giugno nei seguenti orari: da lunedì a giovedì dalle 9 alle 18 e venerdì dalle 9 alle 13. Ingresso libero (chiuso lunedì 1 e martedì 2 giugno).
—————————–
Grazia Deledda nasce a Nuoro il 27 settembre 1871. Frequenta solo le scuole elementari, ma l’ambiente familiare nel quale cresce le consente di studiare l’italiano, il francese e di coltivare i suoi interessi per la cultura. Appassionata lettrice, da giovane inizia a scrivere racconti. Nel 1900 si trasferisce a Roma dove risiederà sino alla morte. A 21 anni pubblica il suo primo romanzo Fior di Sardegna. Nel 1913 esce il suo capolavoro, Canne al vento, in cui pone al centro la fragilità dell’individuo travolto da un destino cieco e crudele. Nel 1926, seconda donna nella cronologia del premio, vince il Nobel per la letteratura.