Ambiente: ok al Piano Cave della Provincia di Lodi per sabbia-ghiaia e argilla

Barbara Mazzali (FI): “Strumento di programmazione fondamentale per governare lo sviluppo del territorio con una visione di lungo periodo”

Via libera all’unanimità dall’Assemblea lombarda al nuovo Piano Cave della Provincia di Lodi, per i settori merceologici della sabbia–ghiaia e argilla.

Si tratta di uno strumento di programmazione fondamentale – ha dichiarato la Consigliera Barbara Mazzali (FI), relatrice del provvedimento – perché consente di governare il fabbisogno di materiali per lo sviluppo del territorio con una visione di lungo periodo, nel rispetto dell’ambiente e della pianificazione territoriale esistente. Con questo Piano definiamo in modo chiaro dove e come potrà svolgersi l’attività estrattiva nei prossimi anni, individuando gli Ambiti Territoriali Estrattivi e stabilendo quantità massime estraibili, modalità di coltivazione delle cave, profondità consentite e destinazioni finali delle aree una volta conclusa l’attività. Troppo spesso il tema delle cave viene affrontato come un problema. In realtà, se governata bene, è una risorsa preziosa per l’economia reale e i territori”. “Il punto centrale – prosegue Mazzali – è superare una visione ideologica per costruire un modello di estrazione moderno e sostenibile, all’altezza dei cambiamenti in atto, garantendo una pianificazione rigorosa che offra al contempo regole certe e tempi chiari agli operatori”.

Il documento prevede una riduzione dei volumi estraibili, con una potenzialità complessiva dei giacimenti individuati pari a ca. 84.000.000 mc (di cui il 97% rappresentato da sabbie e ghiaie), il mantenimento di 31 giacimenti (di cui 28 di sabbie e ghiaie e 3 di argilla), stralciando il giacimento G34 della precedente pianificazione, in cui era ubicato l’ATEg12, lungo il fiume Lambro, a causa della rilevante sensibilità ambientale del territorio e della sussistenza di diversi vincoli. All’interno di tali giacimenti, sono stati confermati 9 Ambiti Territoriali Estrattivi – ATE (di cui 1 per il settore delle argille e 8 per il settore delle sabbie e ghiaie), destinati a soddisfare sia il fabbisogno ordinario di materiali di cava sia il fabbisogno per opere pubbliche.

Accolto un ordine del giorno a firma di Roberta Vallacchi (PD) e sottoscritto anche da Patrizia Baffi (FdI) che impegna la Giunta regionale su due specifici punti di azione: garantire un recupero ambientale efficace e progressivo delle cave e promuovere, con particolare riferimento all’area Belgiardino di Lodi, la piena compatibilità tra le cave e la fruizione pubblica, tutelando le attività ricreative, sportive, naturalistiche e la mobilità dolce del territorio.

Il nuovo Piano Cave della Provincia di Lodi nasce al termine di un articolato procedimento amministrativo e ambientale, che ha incluso anche la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e il confronto con i soggetti istituzionali e territoriali coinvolti.

L’Assessore regionale all’Ambiente e Clima Giorgio Maione ha concluso evidenziando il rigore del percorso che ha portato al voto finale: “Il Piano Cave di Lodi è frutto di un percorso istruttorio serio e rigoroso, tra VAS, analisi geologiche e verifiche cartografiche, che ha trovato il perfetto punto di equilibrio tra la tutela del territorio e la prosecuzione di un’attività estrattiva strategica per l’edilizia, le infrastrutture e l’economia reale lombarda, basandosi su un calcolo puntuale e rigoroso del reale fabbisogno”.