Tempi brevi e procedure semplificate per la Valutazione d’impatto ambientale (VIA), il procedimento finalizzato a individuare, descrivere e valutare preventivamente, prima della realizzazione delle opere, gli effetti che determinati progetti pubblici o privati possono produrre sull’ambiente, sulla salute e sul benessere umano, definendo le misure necessarie per prevenire, ridurre o eliminare gli impatti negativi prima che si manifestino.
Questo quanto previsto dal progetto di legge approvato oggi a maggioranza in Commissione Ambiente (a favore Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Lombardia Ideale; contrari Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Patto Civico, AVS, astenuto il Consigliere Massimo Vizzardi del Gruppo Misto). Il testo è stato illustrato dal Presidente della Commissione stessa, Alessandro Cantoni (Lombardia Ideale) che ha sottolineato l’importanza del provvedimento, atteso dagli operatori e dagli stessi Enti locali.
“Il progetto di legge nasce dall’esigenza di coordinare le modifiche intervenute negli ultimi anni e per rafforzare ulteriormente l’efficacia delle procedure di valutazione ambientale – ha dichiarato il Presidente Cantoni -. L’obiettivo è fornire un quadro normativo aggiornato e coerente, che mantiene le scelte fondamentali già adottate, come il riparto delle competenze tra enti, le modalità di consultazione pubblica e le categorie di progetti soggetti a valutazione. Si conferma così l’efficacia di un sistema che pone al centro la tutela ambientale nell’azione amministrativa e che negli anni ha permesso uno sviluppo coerente e sostenibile di tutto il territorio regionale”.
La riforma nasce dall’esigenza di coordinare le numerose modifiche intervenute negli ultimi anni, sostituendo integralmente la vigente legge regionale n. 5/2010, ‘Norme in materia di valutazione di impatto ambientale’, già oggetto, negli anni, di diversi interventi di modifica anche alla luce delle nuove discipline (PNRR, energie rinnovabili, codice dei contratti pubblici) e dalla necessità di rafforzare l’efficacia delle procedure di valutazione ambientale.
Tra le principali novità vi è la ridefinizione delle competenze tra Regione ed Enti locali, rafforzando il principio per cui l’autorità che approva un’opera è anche quella che conduce la valutazione ambientale. In particolare, si attribuisce alla Regione la competenza su alcuni progetti attuativi di trasformazioni urbane o industriali, mentre si trasferiscono agli Enti locali quelli in ambiti paesaggistici.
Si introduce, inoltre, la possibilità di svolgere la consultazione pubblica tramite inchiesta pubblica, con modalità definite da regolamento.
Viene rivista la disciplina degli oneri istruttori, estendendoli a tutte le procedure e prevedendo l’utilizzo dei proventi per attività di istruttoria, controllo e monitoraggio; sono esclusi nei casi di opere pubbliche con coincidenza tra proponente e autorità competente.
La riforma supera il modello basato sul potere sostitutivo, promuovendo invece coordinamento, supporto tecnico e strumenti informatici condivisi tra enti, in linea con i principi di collaborazione e sussidiarietà.
Infine, si prevede l’adozione di criteri e metodologie uniformi per le valutazioni, al fine di garantire coerenza e semplificazione su tutto il territorio regionale.
Durante la seduta, la Commissione ha approvato alcuni emendamenti circa la possibilità per i Comuni di espletare i procedimenti di verifica di assoggettamento o di valutazione di impatto ambientale mediante le forme associative o tramite convenzione con la Provincia o la Città metropolitana territorialmente competente o con altro Comune dotato di idonea struttura tecnica, e quello relativo agli oneri di ripristino ambientale (entrambi proposti da Michele Schiavi, FdI); via libera a altri emendamenti relativi all’attività di informazione dei procedimenti (a firma di Paola Pollini, M5Stelle); sulla consultazione del portale SILVIA (a firma di Miriam Cominelli, PD); per la trasparenza delle informazioni ambientali (a firma Giacomo Zamperini, FdI).
In dichiarazione di voto sono intervenuti Miriam Cominelli (PD) che ha motivato il voto contrario del gruppo evidenziando alcuni punti, tra cui un indebolimento della qualità della procedura tecnica, un sistema di competenze meno equilibrato e la mancanza di compensazioni ambientali adeguate.
Voto contrario anche dal Movimento 5 Stelle che per bocca di Paola Pollini ha lamentato il non accoglimento di alcune proposte emendative, “frutto delle richieste emerse durante le audizioni e che lasciano un provvedimento che porterà grandi ricadute sul territorio”.
Presente alla seduta anche l’Assessore regionale all’Ambiente e Clima Giorgio Maione che, ringraziando i Commissari per il lavoro svolto, ha espresso soddisfazione per l’approvazione del provvedimento che fornisce “alle amministrazioni locali uno strumento che semplifica davvero le procedure e rende la VIA un percorso moderno, chiaro e funzionale, capace di superare i conflitti di competenza e accompagnare lo sviluppo della Regione”.