Commissione Agricoltura: al via le audizioni sui richiami vivi

Il Presidente Massardi (Lega): “La tutela di questa pratica salvaguarda una tradizione storica, culturale e identitaria della Lombardia”

La proposta di legge relativa all’autorizzazione alla cattura di uccelli selvatici a fini di richiamo è stata al centro dell’audizione che si è svolta oggi in Commissione Agricoltura, montagna e foreste, presieduta da Floriano Massardi (Lega). Relatore del provvedimento è il Vice Presidente della Commissione Carlo Bravo (FdI).

Alla seduta sono stati invitati i rappresentanti delle associazioni ambientaliste Ekoclub International, Gruppo Ornitologico GOL, LAC (Lega per l’Abolizione della Caccia), Legambiente, LIPU, Wilderness, WWF e delle associazioni venatorie ACL (Associazione cacciatori lombardi), ANUU Migratoristi, ARCICACCIA, CPA (Caccia, Pesca, Ambiente), ENALCACCIA, FIDC (Federazione Italiana della caccia), ITALCACCIA, LIBERACACCIA. Gli auditi sono stati chiamati a esprimere il proprio parere sulla misura che disciplina la cattura di esemplari appartenenti alle specie Tordo bottaccio, Merlo, Tordo sassello e Cesena, destinati ai cacciatori come richiami vivi per la caccia da appostamento, ai sensi degli articoli 4 e 5 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, in riferimento all’anno 2026.

Questa pratica venatoria in Lombardia non rappresenta soltanto una tradizione consolidata e radicata, ma costituisce anche un vero e proprio patrimonio identitario e culturale della nostra regione. Salvaguardare e difendere queste tradizioni storiche, significa mantenere saldo il legame tra le comunità lombarde e le proprie radici, contribuendo alla gestione del territorio” ha commentato il Presidente della Commissione Massardi.

 La proposta per l’anno corrente prevede l’autorizzazione di un contingente massimo di 19.000 unità — una cifra inferiore alla metà del fabbisogno stimato, che ammonta a 44.125 esemplari — con attività di prelievo circoscritte alle province di Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Mantova e Monza e Brianza, dal 1° ottobre al 31 dicembre 2026. La cattura di richiami vivi, pratica storicamente radicata nel territorio lombardo, in particolare nelle province di Bergamo e Brescia, è disciplinata dalla normativa nazionale e regionale ed è consentita esclusivamente all’interno degli impianti fissi autorizzati, noti come roccoli. In Lombardia ogni esemplare viene registrato nella Banca dati regionale e tracciato tramite anelli identificativi inamovibili.