Commissione Sanità: aumentano i cittadini lombardi che scelgono la cremazione

12 gli impianti in Lombardia. Oltre 55mila le autorizzazioni. Il 17% chiede di essere cremato fuori regione

La Commissione Sanità del Consiglio regionale, presieduta da Patrizia Baffi (FdI), ha esaminato la relazione annuale sugli impianti di cremazione in Lombardia.

La relazione – ha detto la Presidente Patrizia Baffi ci restituisce un quadro positivo e conferma la capacità di Regione Lombardia di programmare sulla base di dati puntuali, monitoraggio costante e valutazioni tecniche. Parliamo di un servizio estremamente delicato, che riguarda le famiglie in un momento di fragilità e che richiede efficienza, equilibrio territoriale e attenzione alla qualità dell’offerta“.

Il monitoraggio – ha spiegato la relatrice Claudia Carzeri (FI) – si riferisce all’anno 2024 ed è un obbligo normativo previsto dalla legge regionale n°33/2009 che stabilisce che la Giunta regionale predisponga una relazione annuale sulla situazione specifica in Lombardia, per quanto riguarda l’accesso alla cremazione e l’attività dei crematori presenti sul territorio. Questa relazione fotografa lo stato della domanda e lo stato degli impianti e ci fornisce un quadro sul quale valutare potenziamenti e autorizzazione di nuove strutture”.


La relazione


Decessi e scelta crematoria

Con 102.161 decessi, il 2024 conferma una contrazione della mortalità che torna ai numeri precedenti alla pandemia. Il dato è infatti simile a quello del 2019 e ben più basso rispetto ai quasi 112mila del 2022.
Allo stesso tempo aumentano i cittadini lombardi che scelgono la cremazione: la percentuale si attesta al 54,2%, in crescita rispetto al 50% registrato nel 2023 e al 46,8 del 2022.

Impianti e autorizzazioni
In Lombardia sono attivi 12 impianti di cremazione per una capacità effettiva complessiva di tutta la rete lombarda di 54.256 cremazioni annue.
Le linee operative sono 29: 6 a Milano, 4 a Pavia, 3 ad Albosaggia (SO), 2 a Varese, Bergamo, Brescia, Cremona, Mantova, Cinisello Balsamo (MI) e Como, 1 rispettivamente a Lodi e Busto Arsizio (VA). In programma sono due nuovi impianti a Desio (MI) e Chiari (BS) e il potenziamento del crematorio di Bergamo.
Le autorizzazioni
nella nostra Regione sono oltre 55mila, di cui 46.200 in Lombardia e 9.186 fuori regione. Le province più popolose, Milano, Brescia e Bergamo concentrano oltre la metà delle autorizzazioni rilasciate. Il tempo medio di attesa tra la richiesta e l’effettiva cremazione è pari a 2,2 giorni.
Pur crescendo del 4,6% la quota delle cremazioni di feretri lombardi in Lombardia, resta comunque alta la percentuale di quelle effettuate fuori Regione, pari al 17% del totale delle autorizzazioni rilasciate. La mobilità fuori regione riguarda in modo particolare le aree di confine e coinvolge alcune province lombarde in misura significativa. In particolare, Monza e Brianza con il 29% delle cremazioni autorizzato ad essere effettuato fuori dal territorio lombardo, quelle di Lodi (26%), Varese (25%) e Pavia (24%).
Anche Milano, sia pur in misura meno rilevante, non si sottrae a questo trend: il 19% dei feretri viene cremato fuori dai confini lombardi, soprattutto presso gli impianti piemontesi di Trecate e Valenza, che si confermano anche nel 2024 come le strutture extraregionali maggiormente utilizzate dalla popolazione lombarda, insieme a quelle di Piacenza e Domodossola, meta, quest’ultima, scelta soprattutto dagli abitanti della provincia di Varese.
Per quanto riguarda, infine, i feretri provenienti da territori diversi da quello lombardo, la provincia che ne gestisce il maggior flusso è Mantova che complessivamente realizza 2336 cremazioni di feretri lombardi e 2729 provenienti da fuori regione.