Consiglio regionale: le mozioni approvate nella seduta pomeridiana

Nel corso della seduta pomeridiana, il Consiglio regionale ha discusso tre mozioni: di seguito la sintesi.

Promozione della navigazione interna mediante la revisione del quadro della normativa nazionale e regionale e il rafforzamento dell’intesa per la navigazione interna

Rilanciare la navigazione interna e rafforzare il ruolo del sistema idroviario padano-veneto attraverso una revisione del quadro normativo, un nuovo piano strategico e una maggiore collaborazione tra le Regioni interessate. È questo l’obiettivo della mozione presentata da Marcello Ventura (Fratelli d’Italia) e approvata all’unanimità dall’Aula. Il testo impegna la Giunta a promuovere, nell’ambito dell’Intesa interregionale per la navigazione interna, un’azione complessiva di rilancio del settore.

“La navigazione interna non può essere considerata una modalità di trasporto del passato, ma una componente della mobilità e della logistica del futuro – sottolinea Marcello Ventura, primo firmatario della mozione –. Abbiamo davanti una fase decisiva: la revisione della normativa nazionale, le nuove opportunità offerte dalla programmazione europea e il rafforzamento dei porti di Cremona e Mantova. Per questo serve fare sistema tra Regioni, Governo, territori e operatori. La Consulta interregionale può diventare il luogo nel quale mettere insieme competenze e proposte, mentre il piano strategico dovrà indicare entro il 2027 una direzione chiara per rendere il sistema più sostenibile, competitivo e capace di adattarsi ai cambiamenti climatici”.

La mozione propone l’istituzione di una Consulta interregionale per la navigazione interna, come sede stabile di confronto tra Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, enti locali, Autorità di bacino del Po, gestori dei porti, armatori e operatori logistici. Alla Consulta spetterà anche il compito di contribuire alla ricognizione delle criticità normative e alla definizione delle proposte di semplificazione e riordino previste dalla legge delega.

La mozione prevede, infine, la redazione entro il 2027 di un piano strategico per la navigazione interna, coerente con gli indirizzi europei sulle reti TEN-T (Reti Transeuropee dei Trasporti) e orientato alla sostenibilità ambientale ed economica, e l’istituzione di una Segreteria tecnica dedicata a supportare il Comitato degli Assessori nella gestione degli aspetti tecnici e amministrativi.

Il sistema idroviario padano-veneto, riconosciuto di interesse nazionale, rappresenta un’infrastruttura strategica per la mobilità sostenibile, la logistica e la competitività dei territori. Un ruolo destinato ad assumere ulteriore importanza anche alla luce dell’istituzione della Zona Logistica Semplificata dei porti fluviali lombardi di Cremona e Mantova e del processo di revisione del Codice della navigazione previsto dalla legge 167/2025.

Nel dibattito sono intervenuti:

Paola Bulbarelli (Fratelli d’Italia) ha sottolineato l’importanza di “predisporre un piano strategico della navigazione interna: infrastrutture, imprese e lavoro sono una rete che deve mettere il trasporto su acqua della Lombardia in relazione con il sistema padano veneto e con l’Adriatico. Bisogna cambiare passo e fare del sistema idroviario padano-veneto una compente della logistica, della intermodalità e della sostenibilità del sistema lombardo della mobilità”.

Marco Carra (PD) ha definito la mozione “un atto di indirizzo politico che rischia di restare lettera morta. Noi abbiamo bisogno di investimenti e di atti concreti. Dobbiamo, ad esempio, rafforzare i collegamenti tra il porto di Cremona e quello di Mantova, recuperare risorse per manutenzione ordinaria Po, migliorare gli attracchi e investire fondi PNRR rimasti che ammontano a circa 150 milioni di euro. Non abbiamo bisogno di impegni generici, abbiamo bisogno che Regione Lombardia governi e investa”.

Diego Invernici (Fratelli d’Italia) ha parlato del concetto alla base della mozione di “sostenibilità come pragmatismo. Con questo atto Regione Lombardia si conferma, ancora una volta, protagonista di innovazione come strumento per creare di nuove opportunità per interi territori e comunità, secondo un principio irrinunciabile: la promozione dell’interesse nazionale che va oltre ogni approccio ideologico”.

Pietro Macconi (Futuro Nazionale) ha sostenuto la mozione ricordando, però, la necessità di “valutare la sostenibilità economica della gestione e del completamento di infrastrutture ferme da anni”.

Accertamenti sulle certificazioni sanitarie relative all’idoneità al trattenimento nei Centri di permanenza per i rimpatri (CPR) e coinvolgimento di medici operanti in Lombardia

Massima trasparenza e controlli rigorosi sulle certificazioni sanitarie per il trattenimento dei cittadini stranieri nei Centri di permanenza per i rimpatri (CPR). È questo l’obiettivo della mozione illustrata da Emanuele Monti (Lega) e approvata dal Consiglio nella seduta odierna.

Il documento chiede alla Giunta di attivarsi a seguito dell’inchiesta giudiziaria coordinata dalla Procura della Repubblica di Ravenna che ipotizza la falsificazione di certificati medici per impedire il trattenimento di stranieri irregolari. Le perquisizioni hanno toccato diverse città italiane, incluse Milano e Varese.

“Si ritiene necessario fare piena luce sulla situazione lombarda nel pieno rispetto delle indagini della Magistratura, con l’obiettivo prioritario di tutelare la correttezza dell’attività medico-certificativa e la sicurezza delle procedure di gestione dei flussi migratori. Al momento non sono infatti noti il numero esatto dei professionisti coinvolti in Lombardia, le strutture in cui operano, né se i certificati siano stati rilasciati nell’ambito del Servizio Sanitario Regionale” ha spiegato Emanuele Monti.

La mozione intende muoversi su diversi fronti: dall’interlocuzione con il Governo per chiedere ai Ministri della Salute e dell’Interno di acquisire un quadro completo della situazione emersa a seguito delle attività giudiziarie in corso, con particolare attenzione all’eventuale coinvolgimento di professionisti e strutture sanitarie lombarde, all’attuazione nell’ambito delle competenze regionali delle opportune verifiche negli Ospedali e nelle ATS per controllare le procedure adottate e la tracciabilità dell’attività certificativa.

L’ultimo impegno riguarda la verifica delle responsabilità dei singoli medici e capire se eventuali certificati falsi o irregolari sono stati fatti all’interno di strutture sanitarie della Regione Lombardia (pubbliche o private convenzionate).

Voto contrario da parte dei gruppi PD e Patto Civico, dopo aver chiesto il ritiro della mozione, non condividendone la valutazione generale sui Centri di permanenza e precisando che “i CPR oggi non sono uno strumento utile per i rimpatri, ma sono diventati un pericoloso ibrido in cui persone dalle condizioni molto differenti tra loro vengono collocate in attesa. Sono luoghi dove è favorito, come nelle carceri, il peggioramento delle condizioni fisico-sanitarie delle persone. La mozione infine muove accuse generiche sulla professionalità dei medici tratte da informazioni di stampa mentre sono ancora in corso le indagini”.

Nel corso della discussione sono intervenuti i Consiglieri Pierfrancesco Majorino (PD), Luca Paladini (Patto Civico), Onorio Rosati (AVS), Marco Bestetti (FdI), Michela Palestra (Patto Civico), Alessandro Corbetta (Lega), Carmela Rozza (PD) e il Sottosegretario ai Rapporti con il Consiglio Mauro Piazza.

Solidarietà alla sostituta procuratrice presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Milano e sostegno ai magistrati impegnati nel contrasto alla criminalità organizzata in Lombardia

Esprimere piena solidarietà e vicinanza istituzionale alla Sostituta Procuratrice della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Milano Alessandra Cerreti, alla sua scorta e a tutti i magistrati impegnati nel contrasto alla criminalità organizzata e ribadire l’impegno di Regione Lombardia nel contrasto alle mafie e alle infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto economico, sociale e istituzionale lombardo.

Il provvedimento, presentato da Onorio Rosati (AVS) e approvato all’unanimità dall’Aula, nasce a seguito dell’episodio dello scorso 18 settembre, quando l’auto blindata in uso alla PM è stata pesantemente danneggiata con tre colpi sul finestrino mentre si trovava all’interno del cortile del Palazzo di Giustizia di Milano.

La magistrata è da anni titolare di delicate indagini sulle infiltrazioni mafiose nel tessuto lombardo ed è, tra l’altro, uno dei pubblici ministeri impegnati nel processo Hydra.

Proprio in relazione a questo procedimento, nei mesi scorsi erano già emerse gravi minacce che avevano richiesto il rafforzamento delle misure di protezione per i magistrati coinvolti. La mozione ricorda inoltre che Regione Lombardia, insieme al Comune e alla Città Metropolitana di Milano e ai Comuni di Varese e Legnano, è già parte civile attiva in questo processo.

Dopo un ampio dibattito tutti i gruppi politici hanno sottoscritto la mozione “a testimonianza dell’importanza del contrasto alla criminalità organizzata con una risposta trasversale e la consapevolezza che di fronte a battaglie come queste non ci devono essere differenze” hanno sottolineato i Consiglieri regionali.

Nel corso della discussione sono intervenuti Michela Palestra (Patto Civico), Pierfrancesco Majorino (PD), Paola Pollini (Movimento 5 Stelle), Luca Marrelli (Lombardia Ideale), Barbara Mazzali (Forza Italia), Nicolas Gallizzi (Noi Moderati), Riccardo Pase (Lega), Maira Cacucci (FdI), Manfredi Palmeri (Lombardia Ideale), Pietro Macconi (Futuro Nazionale), Chiara Valcepina (FdI) e il Sottosegretario ai Rapporti con il Consiglio Mauro Piazza.