Sul progetto di legge che definisce e regolamenta l’insediamento dei data center, il cui voto finale è previsto martedì 26 maggio nell’Aula del Consiglio regionale, si terrà domani giovedì 21 maggio alle ore 11.30 a Palazzo Pirelli un ulteriore momento di dialogo e di confronto con i territori.
Come annunciato dal relatore del provvedimento Jonathan Lobati (Forza Italia), è stato infatti convocato un incontro con una delegazione dei Sindaci firmatari (oltre 50) dell’appello e della richiesta di un nuovo approfondimento, al quale oltre a Lobati prenderanno parte alcuni rappresentanti dei gruppi consiliari di maggioranza e minoranza.
In particolare gli amministratori locali firmatari avevano chiesto più tempo per approfondire una normativa ritenuta strategica ma complessa, evidenziando la necessità di maggiore condivisione e attenzione agli impatti ambientali, energetici e urbanistici, oltre al rispetto delle competenze dei Comuni.
“Da sempre nella predisposizione e definizione di questo provvedimento abbiamo messo al primo posto le istanze dei Sindaci – spiega il relatore Lobati– e non a caso già a gennaio, in occasione della prima audizione sul tema, ci eravamo incontrati subito e ci eravamo confrontati con ANCI: così come ora saremo sicuramente altrettanto disponibili e attenti nel valutare ulteriori proposte e contributi migliorativi che dovessero emergere anche dall’incontro di domani”.
I Sindaci firmatari della richiesta hanno espresso soddisfazione per l’apertura al confronto, sottolineando come la decisione della Regione rappresenti un segnale importante di attenzione verso le comunità locali e il ruolo degli enti territoriali nei processi di trasformazione.
In Lombardia si registra una forte concentrazione di data center, che rivestono importanza per gli impatti significativi su suolo, energia e ambiente, e la Regione intende pertanto fornire orientamenti uniformi ai Comuni lombardi per il loro insediamento: la Lombardia, con i suoi 67 dati center funzionanti al 2024 (su 168 in Italia), è il territorio che più di altri ha fatto registrare il maggior sviluppo di queste infrastrutture.
Il disegno di legge approvato in Commissione definisce i data center come insediamenti produttivi ai fini del calcolo del contributo di costruzione e individua e persegue alcuni obiettivi tra cui garantire il governo regionale delle procedure autorizzatorie (in particolare le AIA), mediante il coordinamento tra i diversi attori istituzionali e l’individuazione di tempi certi.
In merito ai criteri di localizzazione, il provvedimento indica le priorità di insediamento dei data center e le individua prioritariamente nelle aree di rigenerazione urbana e territoriale, nelle aree dismesse (cosiddette brownfield), in quelle contaminate, degradate, inutilizzate, sottoutilizzate e potenzialmente contaminate. Lo scopo è disincentivare il consumo di suolo agricolo nello stato di fatto, prevedendo un maggior contributo di costruzione da destinare a misure compensative di riqualificazione urbana e territoriale.
Le altre priorità insediative riguardano l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili, per governare l’elevato consumo energetico limitando operazioni speculative e favorendo pertanto il riutilizzo del calore prodotto per teleriscaldamento e per comunità energetiche rinnovabili.