In Commissione Affari Istituzionali il pdl per rilanciare i borghi lombardi

Al centro della strategia: infrastrutture digitali, Terzo Settore e il nuovo “Patto di Cittadinanza Temporanea”

Contrastare lo spopolamento dei piccoli Comuni e trasformare la distanza geografica in un vantaggio competitivo grazie alla trasformazione digitale e alle nuove modalità di lavoro. È questo l’obiettivo del progetto di legge “Territorio, Comunità e Lavoro: misure di supporto all’attrattività digitale dei piccoli Comuni” presentato oggi in Commissione Affari Istituzionali presieduta da Matteo Forte (FdI).

“La proposta di legge introduce un modello innovativo di politica territoriale che integra sviluppo economico, transizione digitale, coesione sociale e valorizzazione delle comunità locali, nella convinzione che il contrasto allo spopolamento richieda politiche orientate non soltanto al sostegno dei territori, ma anche alla valorizzazione delle loro potenzialità favorendo condizioni di crescita durevoli, sostenibili e coerenti con le trasformazioni economiche e sociali in atto” ha spiegato il relatore Alberto Mazzoleni (FdI).

Il progetto di legge, che prevede uno stanziamento di 1 milione e 200 mila euro per il biennio 2027/2028, si inserisce nel quadro delle politiche regionali di valorizzazione delle aree interne e montane, puntando sul rilancio dei piccoli Comuni e delle aree interne e contribuendo alla costruzione di un modello di sviluppo fondato sulla capacità dei territori di attrarre persone, competenze, innovazione e nuove relazioni.
La proposta si rivolge a una fetta maggioritaria del territorio lombardo: secondo le ultime elaborazioni IFEL su dati ISTAT, la regione conta infatti ben 1.030 Comuni con popolazione pari o inferiore a 5.000 abitanti, che rappresentano il 68,6% del totale dei Comuni lombardi. Territori spesso montani o situati nelle aree interne, caratterizzati da uno straordinario patrimonio ambientale e culturale, ma penalizzati da una progressiva riduzione dei servizi essenziali e dalla difficoltà di attrarre nuove attività economiche.

Nel documento viene proposto un insieme coordinato di strumenti tra loro integrati — interventi finanziari, qualificazione territoriale, servizi ai destinatari, patto di Cittadinanza Temporanea e piattaforma digitale regionale — destinati a sostenere i piccoli Comuni lombardi nella costruzione di nuove opportunità di sviluppo rafforzandone la capacità di attrarre persone, competenze e investimenti.

I beneficiari della misura saranno smart worker, ricercatori, professionisti, artisti e operatori delle industrie culturali e creative, sia italiani che internazionali. L’obiettivo non è l’incremento del turismo “mordi e fuggi” di breve durata, ma la promozione di una “permanenza temporanea qualificata”: verrà infatti individuata una soglia temporale minima di soggiorno per garantire che i nuovi arrivati possano stabilire relazioni durature con il territorio e integrarsi con il tessuto sociale locale.

Le novità: Terzo Settore e “Patto di Cittadinanza Temporanea”

Il piano strategico introduce strumenti innovativi per garantire una reale integrazione tra i nuovi arrivati e i residenti:

  • Il ruolo del Terzo Settore: viene valorizzato il contributo degli Enti iscritti al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore considerati partner cruciali per l’attuazione dei progetti locali e la rigenerazione delle comunità.
  • Il Patto di Cittadinanza Temporanea: uno strumento volontario di partecipazione civica con cui i professionisti ospitati possono mettere le proprie competenze ed esperienze direttamente a disposizione della comunità locale, generando uno scambio di saperi con i residenti.

“Con questo progetto di legge vogliamo fare in modo che vivere in un piccolo Comune rappresenti una scelta libera, consapevole e competitiva, e non una rinuncia o un ripiego rispetto alle opportunità offerte dalle grandi aree urbane. Ci inseriamo pienamente nel solco europeo del ‘Right to Stay’, il diritto a rimanere, creando le condizioni affinché le comunità possano abitare e lavorare nei territori d’appartenenza. Non stiamo parlando di una semplice promozione turistica, ma di una vera e propria politica strutturale di sviluppo che mette il capitale umano al centro. La tecnologia oggi ci permette di colmare i divari geografici: la connettività e i servizi digitali diventano così i nuovi binari su cui far correre la rinascita economica e sociale di oltre i due terzi dei Comuni lombardi” ha concluso Mazzoleni.