Parità di genere nello sport: a Palazzo Lombardia il convegno promosso dal CPO

La Presidente del CPO Luce Meola: "Abbattere le barriere nella governance sportiva ed estendere l'equità di genere ai vertici"

Le pari opportunità nello sport non riguardano soltanto l’accesso alla pratica atletica, ma coinvolgono sempre più la possibilità di costruire percorsi professionali, assumere ruoli di responsabilità nei processi decisionali e utilizzare la disciplina sportiva come leva di formazione, inclusione e salute.
È questo il tema centrale dell’incontro “Pari opportunità nello sport moderno – Le nuove sfide che si è svolto questa mattina a Palazzo Lombardia a Milano. Un’iniziativa promossa dal Consiglio per le Pari Opportunità di Regione Lombardia in collaborazione con il Coordinamento Regionale Lombardia di AIAS (Associazione Italiana Avvocati dello Sport) e che ha visto la partecipazione di qualificati esponenti del mondo istituzionale e sportivo.

Per la Presidente del Consiglio per le Pari Opportunità di Regione Lombardia Luce Meola si è trattato di “un appuntamento importante per accendere i riflettori sulle barriere ancora esistenti per la presenza femminile nella governance sportiva e sulla necessità di tutele concrete”. “Il nostro impegno come CPO – prosegue Luce Meola è fare in modo che l’inclusione, l’equità di genere e la tutela delle professionalità diventino principi guida trasversali per tutte le realtà sportive del nostro territorio, non solo nella pratica dello sport ma anche ai suoi vertici”.

Ad aprire i lavori l’intervento del Presidente del Consiglio Regionale della Lombardia, Federico Romani: “Lo sport rappresenta un veicolo fondamentale di crescita sociale e di trasmissione di valori democratici. Garantire reali pari opportunità al suo interno significa promuovere un’equità concreta in ogni ambito della nostra società, consentendo a ciascuno di sviluppare appieno il proprio percorso professionale e dirigenziale senza barriere o discriminazioni”.

Tra i saluti istituzionali anche il contributo del Sottosegretario allo Sport e Giovani di Regione Lombardia Federica Picchi insieme a quelli di Pier Antonio Rossetti, Coordinatore regionale AIAS Lombardia, e di Marco Riva, Presidente del CONI Lombardia.

Una mattinata che ha offerto una riflessione ad ampio raggio sulle trasformazioni del settore sportivo.
Il confronto sul tema del professionismo nel calcio ha visto protagonisti Ezio Maria Simonelli, Presidente della Lega Serie A che ha sottolineato come “la gender equity sia un pilastro della Lega Calcio dove molte donne portano le loro competenze e professionalità ad altissimo livello, dimostrando come il valore superi ogni barriera di genere e come la trasformazione culturale in atto nel nostro sistema calcistico sia ormai una realtà concreta e irreversibile”, e Federica Cappelletti, Presidente della Divisione Serie A Femminile, che ha illustrato le prospettive di evoluzione tra il settore maschile e quello femminile.
Il dibattito ha toccato poi l’ambito della governance con l’intervento di Antonella Tatullo, Vice Coordinatrice AIAS Lombardia, focalizzato sulle barriere per le donne nei ruoli decisionali a livello internazionale, e gli aspetti di tutela contro abusi e discriminazioni tramite l’approfondimento sul safeguarding presentato da Maria Luisa Garatti, Presidente Safeguarding FIPES. La dimensione educativa e sociale dello sport è stata esplorata attraverso le esperienze di Ivana Morlacchi, Preside del Liceo Sportivo Istituto Fermi di Castellanza, e di Simone Lunghi, fondatore degli “Angeli dei Navigli”.
Infine, l’incontro ha dato spazio alla toccante testimonianza di Franca Paglioli, campionessa europea di Dragon Boat dell’Associazione C6 Siloku, sull’importanza dell’attività motoria nel percorso di recupero e cura delle malattie oncologiche.

Un momento di dialogo aperto tra istituzioni, federazioni, dirigenti e operatori del settore per condividere buone pratiche e delineare le prospettive future di uno sport moderno, equo e inclusivo.