Gestione attiva e sostenibile delle foreste, prevenzione dei rischi naturali, tutela della biodiversità e valorizzazione delle filiere forestali. Sono i principali obiettivi della legge sulle risorse forestali (“Iniziative sperimentali per la gestione attiva e sostenibile delle foreste e dei territori agro-silvo-pastorali”), approvata a maggioranza dall’Aula.
“I boschi non si difendono lasciandoli soli: si difendono attraverso una gestione attiva, responsabile e sostenibile. È questo il punto di partenza del progetto di legge – spiega la relatrice Silvana Snider (Lega) –. Prendersi cura delle nostre foreste significa prevenire incendi e dissesto idrogeologico, salvaguardare biodiversità e paesaggio, ma anche sostenere le filiere forestali e creare nuove occasioni di lavoro, soprattutto nelle aree interne. Con gli Ambiti sperimentali introduciamo uno strumento concreto per superare frammentazione e abbandono, mettendo finalmente in relazione proprietari, enti forestali e imprese. L’obiettivo è trasformare la gestione del patrimonio boschivo in una vera opportunità per i territori. Questa legge guarda quindi alla tutela dell’ambiente, ma anche alla sicurezza, allo sviluppo economico e alla tenuta delle comunità locali. Valorizzare i boschi significa farli vivere e mettere a disposizione di tutta la Lombardia il loro patrimonio di risorse e opportunità. È un modello innovativo e sperimentale che può diventare un punto di riferimento anche oltre i confini regionali”.
“Dobbiamo cambiare il modo in cui guardiamo ai nostri boschi: la biomassa legnosa non è uno scarto, ma una risorsa che può generare valore. Questo provvedimento, il primo in Italia, va proprio in questa direzione e segna un cambio di paradigma: la gestione come strumento di sviluppo di boschi e foreste – sottolinea Giacomo Zamperini (Fratelli d’Italia), primo firmatario del provvedimento –. Le foreste rappresentano un patrimonio ambientale straordinario, ma per proteggerle davvero dobbiamo anche prendercene cura e valorizzarne le potenzialità. Una gestione coordinata permette di ridurre il rischio di incendi e dissesto idrogeologico, contrastare l’abbandono dei terreni e rafforzare le filiere forestali, creando ricadute positive soprattutto per le economie delle aree interne. Il messaggio è chiaro: tutela ambientale, sicurezza del territorio e sviluppo sostenibile non sono obiettivi alternativi, ma possono procedere insieme. Con questa legge la Lombardia sceglie di investire su una gestione più moderna e responsabile del proprio patrimonio boschivo, trasformando una risorsa del territorio in un’opportunità per le comunità che lo vivono”.
Il provvedimento, composto da 17 articoli, riconosce la gestione attiva e sostenibile delle foreste come strumento di interesse pubblico per la salvaguardia del patrimonio naturale, la prevenzione del dissesto idrogeologico e degli incendi, la conservazione della biodiversità e la mitigazione dei cambiamenti climatici. Al tempo stesso, punta a rafforzare il valore economico delle risorse forestali e a creare nuove opportunità di sviluppo e occupazione, con particolare attenzione alle aree interne.
Cuore della proposta sono gli Ambiti per la gestione forestale e del territorio agro-silvo-pastorale sostenibile (AGFS), nei quali avviare una serie di iniziative sperimentali. La gestione sarà organizzata in forma associata e coordinata, attraverso soggetti gestori unitari – anche nella forma di consorzi forestali o associazioni fondiarie – e sulla base di strumenti di pianificazione e programmi annuali di intervento, nell’ambito dei PIF (Piani di Indirizzo Forestale).
Il progetto di legge interviene, inoltre, sui cosiddetti terreni silenti, prevedendo strumenti per superare le situazioni di abbandono e garantire gli interventi minimi necessari alla sicurezza e alla tutela del territorio. In caso di inerzia dei proprietari, è previsto un intervento dell’autorità forestale.
Particolare attenzione è dedicata anche ai servizi ecosistemici – dalla regolazione del ciclo idrologico alla protezione del suolo, dal sequestro del carbonio alla conservazione della biodiversità – prevedendo la possibilità di introdurre meccanismi di remunerazione e pagamento per i benefici prodotti dalle foreste a favore delle comunità.
La legge punta, infine, a sostenere le filiere bosco-legno-energia, promuovendo innovazione, tracciabilità, economia circolare e produzione energetica da biomassa a filiera corta, nel rispetto delle norme sulla qualità dell’aria.
Il provvedimento individua in ERSAF (Ente regionale servizi agricoltura foreste Lombardia) il riferimento tecnico – specialistico regionale per le politiche forestali e agro-silvo-pastorali nell’ambito delle competenze previste dalla legislazione regionale.
La legge ha carattere sperimentale (fino al 31 dicembre 2036) e si integra con la normativa forestale attualmente vigente, la L.R. 31/2008 (“Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale”).
Per l’avvio delle sperimentazioni sono previste risorse regionali complessive pari a 600 mila euro all’anno per il biennio 2027-2028.
Nel corso del dibattito sono intervenuti:
Alessandro Corbetta (Lega) ha sottolineato come “questo provvedimento legislativo è il risultato di un lungo lavoro di ascolto dei territori che farà scuola anche in altre regioni”.
Pietro Macconi (Futuro Nazionale) ha sottolineato che “questa legge rappresenta un cambio di ritta rispetto al passato, quando il bosco era sacralizzato. Oggi boschi e foreste sono realtà ambientali ed economiche che devono essere gestite”.
Floriano Massardi (Lega) ha evidenziato che “il punto centrale del provvedimento si può riassumere nello slogan: coltivare per custodire. È questa la base per una gestione sostenibile del patrimonio forestale che è una risorsa per i cittadini perché è uno strumento per combattere cambiamenti climatici e ridurre le emissioni, per difendere il dissesto idrogeologico e contenere gli incendi. Inoltre, la gestione dei boschi è la strada per garantire uno sviluppo sostenibile della filiera del legno senza danneggiare la biodiversità”.
Alberto Mazzoleni (Fratelli d’Italia) ha ricordato che “la superficie boscata della nostra regione è aumentata del 45% dal 1946. La tutela dell’ambiente passa dalla presenza dell’uomo che, con una gestione attiva e sostenibile, garantisce la tutela della biodiversità e promuove l’uso della filiera bosco legno come fonte energetica a chilometro zero”.
Paola Pollini (Movimento 5 Stelle) ha sostenuto che “la gestione delle foreste e dei territori agro-silvo-pastorale deve rispondere, prima di tutto, agli obiettivi europei di rilevanza strategica sulla qualità dell’aria perché la non corretta combustione della biomassa legnosa è una delle cause principali di emissioni di particolato”.
Matteo Piloni (PD) ha definito il testo di legge “timido, perché non risponde ai bisogni della filiera bosco legno. Si tratta di una iniziativa legislativa necessaria che però non esce dalla logica dell’emergenza e non prevede provvedimenti strutturali perché manca un percorso di pianificazione”.
Secondo Ivan Rota (Forza Italia) il provvedimento legislativo “affronta tema strategico per la qualità del territorio regionale. Il patrimonio forestale lombardo cresce di 2,9 milioni di metri cubi ogni anno. Questo significa che bisogna proteggere boschi e foreste, ma è necessaria anche una gestione attiva che possa tutelare la biodiversità, prevenire il dissesto idrogeologico e gli incendi e contrastare l’abbandono con l’obiettivo di rendere economicamente sostenibile la gestione delle superfici forestali”.
Michele Schiavi (Fratelli d’Italia) ha sottolineato l’importanza della “pianificazione e della gestione attiva di boschi e foreste. Questo provvedimento introduce una modalità di gestione innovativa introducendo, ad esempio, gli AGFS o la partnership tra proprietà pubbliche e private. Non gestire un bosco non significa tutelarlo, spesso significa creare problemi al territorio e far perdere opportunità economiche alle comunità di riferimento”.
Massimo Vizzardi (Gruppo Misto) ha parlato di “iniziativa legislativa necessaria, ma provvedimento debole rispetto alle esigenze del settore. È necessaria una riforma strutturale e non sperimentale”.
L’Assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi ha sostenuto che “la nuova legge supera con un approccio pragmatico l’atteggiamento ideologico che per molti anni ha trasformato la foresta in un simulacro di sacralità”.
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La superficie boschiva in Lombardia è di oltre 618 mila ettari del territorio lombardo, corrispondenti al 26% dell’intero territorio regionale: in pratica una disponibilità media di 616 metri quadrati per abitante.
Le foreste lombarde assorbono ogni anno circa 3,4 milioni di tonnellate di CO₂ e immagazzinano complessivamente 128,8 milioni di tonnellate di carbonio, con una crescita annua stimata in 2,9 milioni di metri cubi di massa legnosa.
La filiera lombarda del legno, dove spiccano il distretto del mobile brianzolo e il settore del design, coinvolge circa 85.000 imprese e oltre 550.000 addetti e rappresenta circa l’1% del PIL nazionale, con un valore complessivo di 39 miliardi di euro e un peso pari al 4,5% del manifatturiero.
Sul fronte investimenti, nel 2025 Regione Lombardia ha stanziato 29 milioni di euro per la prevenzione e il ripristino dei danni alle foreste, 14 milioni per la viabilità agro-silvo-pastorale e 8 milioni per la meccanizzazione e il rafforzamento delle imprese. A questi si aggiungono circa 3 milioni per la pianificazione forestale e 1 milione destinato ai consorzi forestali. Significativo anche il sostegno alla pioppicoltura, con 4 bandi tra il 2024 e il 2025 che hanno finanziato 192 progetti per oltre 5,1 milioni di euro di investimenti.
(Dati “Rapporto sullo stato delle foreste in Lombardia” – ERSAF – Ente regionale servizi agricoltura foreste Lombardia).