Al centro della Commissione Cultura del Consiglio regionale della Lombardia presieduta da Anna Dotti (FdI) la criticità collegata alla chiusura del faro Voltiano in vista delle celebrazioni del 2027 per il bicentenario della morte dello scienziato comasco Alessandro Volta. La Commissione ha convocato un tavolo urgente a cui sono stati invitati dai Consiglieri regionali del territorio comasco Anna Dotti, Sergio Gaddi (FI) e Angelo Orsenigo (PD), il Sindaco di Como Alessandro Rapinese, il primo cittadino di Brunate Simone Rizzi, insieme al Vice Presidente della Fondazione Alessandro Volta Davide Gobetti, e al Presidente del “Comitato nazionale per la celebrazione del bicentenario della morte di Volta”, Vincenzo Vespri.
Assente il Sindaco di Como Rapinese che aveva già annunciato in un’intervista radiofonica il suo rifiuto a partecipare al tavolo di mediazione istituzionale definendo “Regione Lombardia non competente ad esprimersi sui destini del faro Voltiano”.
Una chiusura decisa per problemi di sicurezza che riguarderebbero soprattutto le condizioni della scala interna e del parapetto e che avrebbero portato alla necessità di pianificare un restauro completo, stimato su una cifra di circa 600mila euro. Una situazione che ha portato a un vero proprio contenzioso tra i Comuni coinvolti, approdato ora al Tar.
“Rimango perplessa per la posizione del Sindaco di Como – ha sottolineato all’apertura dell’audizione la Presidente Anna Dotti -. Nel declinare l’invito a partecipare all’audizione di oggi, tra l’altro in un modo estremamente inopportuno e assolutamente non istituzionale, ovvero tramite un canale radio locale e senza una risposta ufficiale, ha mosso forti critiche a Regione Lombardia per essersi fatta coinvolgere in questa questione e avere cercato di favorire, come da ruolo che riveste, un dialogo tra i vari attori attenzionando un tema importante, non solo a livello locale. Con questo atteggiamento – prosegue la Consigliera Dotti -, il Sindaco ha anche dimostrato di non conoscere i compiti e le competenze dei Consiglieri di Regione Lombardia che, come figure elette dai cittadini, hanno tutto il diritto e il dovere di informarsi, preoccuparsi e trovare soluzioni a beneficio del territorio. Rimaniamo disponibili a un confronto costruttivo, per un progetto condiviso e partecipato”.
Come ha spiegato il Sindaco di Brunate Simone Rizzi intervenuto questa sera in Commissione “nel 2014 è stata stipulata una convenzione ventennale in cui Comune di Brunate ha concesso al Comune di Como l’uso gratuito del suolo dove si trova il faro Voltiano e poi con un’altra convenzione sottoscritta nel 2015 e scaduta nel 2020, la gestione ordinaria veniva affidata dall’amministrazione di Como a quella di Brunate”.
Il Sindaco Rizzi ha documentato inoltre i ripetuti tentativi di dialogo “senza successo” intercorsi con l’amministrazione comasca dal 2023 a oggi per rinnovare la convenzione scaduta, smentendo l’ipotesi che la situazione attuale del faro sia riconducibile all’incuria della gestione ordinaria realizzata nel corso degli anni dal comune di Brunate.
Un contenzioso che ha portato a una situazione di stallo proprio alla vigilia delle cerimonie di celebrazione del bicentenario voltiano.
Per il Consigliere Orsenigo “si tratta di un tema di rilevanza regionale, culturale e artistica che coinvolge non solo Como ma tutta la nazione. Regione Lombardia voleva offrire agli attori coinvolti con questo Tavolo l’opportunità di trovare una soluzione e un dialogo. Il Sindaco di Como, non presentandosi, ha perso un’occasione importante e le conseguenze le pagheranno solo i cittadini comaschi e non solo che non potranno fruire della bellezza di questo monumento simbolo del territorio comasco e del genio di Alessandro Volta”.
“Siamo in un caso classico in cui la mancanza e la non volontà al dialogo hanno portato a una paralisi che crea solo danni a livello nazionale in considerazione della coincidenza del bicentenario di un personaggio illustre come Alessandro Volta – ha aggiunto il Consigliere Gaddi -. Si tratta di una semplice convenzione che deve essere solo rinnovata e sollevare il tema dell’urgenza di una ristrutturazione completa del monumento che in realtà è tutta da verificare con chi di competenza, sembra solo un alibi. Il Comune di Como non può nascondersi dietro a cavilli procedurali”.
Il Presidente del Comitato Nazionale per le celebrazioni voltiane Vincenzo Vespri è intervenuto precisando “l’impossibilità di dirottare i fondi del Comitato verso opere di manutenzione edilizia, essendo tali risorse vincolate a finalità scientifiche e culturali, pur riconoscendo nel Faro un simbolo imprescindibile del percorso celebrativo del 2027”.
Dello stesso parere anche Davide Gobetti e Claudia Striato, rispettivamente Vice Presidente e Direttore della Fondazione Alessandro Volta, che “pur riconoscendo il valore simbolico del faro”, hanno sottolineato “di non potere contribuire alle spese del restauro perché non sono previste dai fini della Fondazione”.
La contesa è quindi approdata nelle aule di giustizia amministrativa. Il Sindaco di Como, Alessandro Rapinese, ha infatti deciso di impugnare davanti al TAR l’atto con cui l’amministrazione di Brunate ha decretato la decadenza della concessione gratuita del terreno sui cui insiste il monumento, che scadrebbe nel 2033.
“Dopo i rifiuti a qualsiasi tipo di dialogo per rinnovare la convenzione sulla gestione del faro – ha concluso il Sindaco di Brunate Rizzi -, lo scorso febbraio abbiamo deciso di revocare la concessione gratuita al comune di Como, visto che entrambe le convenzioni sono strettamente connesse”.