Piano Giovani 2026 in Commissione Cultura

Presidente Anna Dotti: “Proseguire sulla strada intrapresa, sostenendo i giovani nel loro percorso di crescita"

Approda in Commissione Cultura, presieduta da Anna Dotti (FdI), il Piano Annuale Giovani per il 2026, che definisce gli indirizzi, le priorità e le strategie dell’azione regionale verso le nuove generazioni, con l’obiettivo di rafforzare i servizi a loro dedicati.
Si tratta di ragazze e ragazzi di età compresa tra 15 e 34 anni che risiedono, dimorano, studiano o svolgono la loro attività lavorativa, imprenditoriale o professionale in Lombardia.

In particolare, il documento si inserisce nell’ambito della legge regionale 4/2022La Lombardia è dei giovani” che stabilisce che ogni anno la Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, provveda all’attuazione degli obiettivi e deliberi il Piano, che raccoglie i servizi messi a disposizione dalla Regione a supporto delle politiche giovanili e individua le misure necessarie per realizzare questi servizi.

Per il 2026 si intende continuare sul percorso già avviato di dotarsi di strumenti e criteri sempre più condivisi ed efficaci per la valutazione delle politiche giovanili regionali, così da rendere nel tempo più sistematica la lettura dei risultati e degli effetti prodotti dagli interventi.
Prevenzione e contrasto del disagio giovanile e promozione del benessere psico fisico sono gli obiettivi del documento che intende potenziare forme di ascolto e strumenti di partecipazione con l’istituzione regionale e arricchire l’offerta dei servizi e dei luoghi di aggregazione rivolti ai giovani, tentando di intercettare anche la fascia più fragile del target giovanile.
Il Piano 2026 definisce complessivamente 76 iniziative, suddivise in azioni, misure specifiche e programmi di intervento, esamina gli strumenti di ascolto, di coinvolgimento diretto e di monitoraggio, delinea il quadro finanziario e analizza l’impatto delle misure previste.

La settimana prossima – ha sottolineato Anna Dotti, relatrice del provvedimento – prevediamo di esprimere il nostro parere. È necessario proseguire sulla strada intrapresa mantenendo lo spirito iniziale: rendere la nostra regione un ecosistema capace di sostenere e accompagnare ogni giovane nel proprio percorso di crescita, permettendogli di esprimere energie e talento senza essere mai lasciato indietro o abbandonato nelle situazioni di maggiore fragilità”.

 

La situazione in Lombardia

Istruzione
In Lombardia, la popolazione tra i 16 e i 34 anni conta 1.998.637 persone, pari a circa un quinto (19,9%) del totale regionale, che ammonta a 10.033.918 abitanti.
Rispetto al 2023, questa fascia di età è cresciuta del 2,7% con un aumento consistente nelle province di Pavia (4,1%) e di Milano (3,3%), entrambe caratterizzate da un vivace panorama universitario. L’incremento più contenuto è stato invece registrato nella provincia di Sondrio (0,9%).
Quanto all’abbandono scolastico, la quota regionale dei cosiddetti “early leavers(chi esce prematuramente dal sistema di istruzione e formazione) è del 7,7%, inferiore sia alla media nazionale (9,8%) che a quella europea (9,4%).
In calo sono i anche cosiddetti “NEET”: la percentuale dei giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni che non studiano né lavorano è pari al 10,1%, dunque migliore dell’11,1% della media europea e del 15,2% di quella nazionale.
Scende, infine, la percentuale di giovani tra i 18 e i 24 anni che hanno lasciato la scuola senza conseguire un diploma: tra tutte le regioni, la nostra, col 7,8%, è fra quelle più virtuose, superata solo da Lazio ed Emilia-Romagna.
Per quanto riguarda l’istruzione universitaria, la quota di giovani tra i 25 e i 34 anni che ha conseguito una laurea è del 35,2% (più donne che uomini). Un dato superiore alla media italiana (30,6%) ma ancora lontano dal target europeo del 45% previsto per il 2030.

Lavoro
Il mercato del lavoro giovanile in Lombardia mostra segnali di ripresa post-pandemica. Cresce l’occupazione dei giovani tra i 15 e i 34 anni (53,9%), trainata soprattutto dall’aumento dell’occupazione femminile. La nostra regione si posiziona seconda solo al Veneto con un tasso di disoccupazione tra i più bassi in Italia (6,9% contro l’oltre 13% del dato nazionale).
Si registra però una scarsa qualità dell’occupazione: lavori precari, a tempo determinato o part-time involontario.
La soddisfazione lavorativa è più alta tra chi proviene da famiglie agiate, soprattutto per opportunità di carriera e realizzazione personale.

Casa
Il 41% vive in un immobile di famiglia, il 22,5% in affitto e solo il 26,9% abita in una casa di proprietà propria o co-intestata. Oltre la metà non lascia la casa dei genitori.
Le intenzioni di autonomia abitativa sono in calo: solo il 29,5% decide di andare a vivere da solo. Il desiderio di indipendenza risulta frenato dalla precarietà lavorativa e dalla mancanza di sicurezza economica, che figurano anche tra le principali cause del rinvio della genitorialità. Tra coloro che scelgono di uscire dall’abitazione familiare, infatti, prevale il modello della convivenza “childfree” (22,9%).
Le preoccupazioni dei giovani lombardi riguardano soprattutto l’aumento dei prezzi (63%), i salari bassi (61%), la crisi economica (57%), l’inquinamento e la crisi climatica (55%), oltre alle criticità della sanità pubblica (53%).
La percezione di insicurezza è più marcata tra chi vive nelle province meridionali della nostra regione e tra le fasce economicamente e socialmente più vulnerabili.
In questo contesto di incertezza, emerge una crescente sensibilità verso stili di vita più equilibrati, capaci di coniugare lavoro, tempo libero, qualità della vita e sostenibilità.

Focus, infine, sul ruolo della partecipazione sociale e dello sport: si alza il numero dei giovani che praticano un’attività sportiva (62%), più uomini che donne, lavoratori e studenti tra i 16 e i 25 anni.
I luoghi di aggregazione più frequentati sono bar e ristoranti, seguiti da parchi pubblici, cinema, teatri e centri sportivi.
La partecipazione al volontariato, infine, è più frequente tra i giovanissimi e tra chi appartiene a contesti socio-economici più elevati.

La Lombardia – ha concluso la Presidente Dotti si conferma una regione dinamica, ma con sfide aperte su mobilità sociale, qualità del lavoro, accesso all’autonomia e natalità. Investire su formazione, inclusione e politiche attive resta fondamentale per sostenere le nuove generazioni e la coesione sociale”.