Tra riflessi, Madonne dipinte e geometrie organiche. Le nostre proposte per il tempo libero del fine settimana, girovagando per la Lombardia.
RICENGO (CR) – SUL LAGO DEI RIFLESSI
Sabato 25 aprile, nell’ambito delle giornate dedicate ai “Tesori della Media Pianura Lombarda”, l’Associazione Pianura da Scoprire e il Parco del Serio, in collaborazione con Pro Loco Crema e CAI sezione di Crema, organizzano una giornata all’insegna della riscoperta del territorio e della valorizzazione del Laghetto dei Riflessi a Ricengo, luogo che ha ospitato il set di alcune scene del film “Chiamami col tuo nome” di Luca Guadagnino .
Il programma della giornata prevede una passeggiata guidata (ore 16.30) lungo il sentiero CAI 300 con il professor Vincenzo Cappelli e le Guide del Parco del Serio, alla scoperta di questo straordinario lago. Il ritrovo è davanti all’Hotel Ponte di Rialto (via Cardona, 7, Crema) con alle ore 14.30 partenza e arrivo al Laghetto dei Riflessi di Ricengo (ore 16.30). Percorso di 12 km totali su strade sterrate e sentieri. Si consiglia di munirsi di scarpe adeguate, borraccia con l’acqua e cappellino. La partecipazione è gratuita fino ad esaurimento posti, con obbligo di prenotazione, contattando la Pro Loco di Crema ai seguenti recapiti: tel. 0373 81020 o via mail a info@prolococrema.it
VILLA DI SERIO (BG) – I COLORI DEI MADONNARI
Sabato 25 aprile, nell’ambito delle celebrazioni della Madonna del Buon Consiglio, giornata di arte partecipativa con i Madonnari di Bergamo al Santuario. Si potranno, infatti, ammirare le opere di artisti di strada di grande talento e creatività. Con semplici gessetti colorati e pigmenti naturali, daranno vita lungo le vie a straordinarie riproduzioni delle più celebri opere della storia dell’arte, regalando a tutti i presenti uno spettacolo affascinante e ricco di emozione. Alle ore 16, si terrà un laboratorio per tutti i bambini e tutti i ragazzi sui gessetti, presso il Santuario.
VIGGIU’ (VA) – GEOMETRIE ORGANICHE
Fino al 31 maggio il Museo Butti | Contemporanea di Viggiù (VA) dedica una mostra a Enrico Della Torre, pittore tra i più lirici e coerenti del secondo Novecento italiano, la cui ricerca ha indagato per tutta la vita il rapporto profondo e strutturale tra paesaggio, percezione ed esperienza interiore.
La mostra ripercorre l’evoluzione del linguaggio dell’artista mettendo in luce il ruolo del territorio – in particolare il paesaggio fluviale dell’Adda e della pianura cremonese – come fonte poetica, emotiva e formale dell’opera.