La crisi dell’Airpack di Ossago Lodigiano in Commissione Attività Produttive

Danno per lavoratori, famiglie e produttività del territorio

Milano, 23 aprile 2026 – La crisi della Airpack di Ossago Lodigiano, che ha aperto la procedura di licenziamento collettivo per i 40 lavoratori impiegati presso la sede lombarda, è stata al centro della seduta della Commissione Attività Produttive, presieduta da Silvia Scurati (Lega).
La vertenza dell’ex Airpack è nella sua fase più calda: mancano pochi giorni alla chiusura della procedura e l’audizione, richiesta dalla Consigliera del PD Roberta Vallacchi, segue il tavolo regionale riunitosi il 21 aprile e anticipa il nuovo appuntamento coi lavoratori previsto per lunedì prossimo.

All’incontro erano presenti il legale, il direttore generale e il CEO dell’azienda, i rappresentanti di Filctem Cgil, Femca Cisl e delle RSU, il Sindaco di Ossago Luigi Granata, il Presidente della Provincia Fabrizio Santantonio e Carlo Bianchessi della Direzione Generale Sviluppo Economico.

La decisione della multinazionale belga Abrisio, proprietaria della storica azienda di imballaggi, è arrivata il 16 febbraio scorso e riguarda tutti i lavoratori dello stabilimento, che da giorni sono in presidio permanente davanti alla fabbrica.
I sindacati hanno ribadito la necessità di guadagnare tempo per valutare e approfondire strumenti alternativi, cassa integrazione, soluzioni industriali e scivoli pensionistici per i lavoratori più vicini all’uscita dal mercato del lavoro. “Questa discussione – hanno detto compatti – avviene mentre c’è una vera e propria tagliola sulle teste dei lavoratori. Bisogna ragionare su una dilazione dei tempi, perché altrimenti non riusciamo ad approfondire alternative. Chiudere il sito produttivo significa perdere competenze, produttività, capacità professionali e per il territorio significa perdere PIL”.

Il mercato non è più ricettivo come una volta – ha detto a più riprese la proprietàe non c’è possibilità di sostentare finanziariamente l’azienda. La decisione è stata necessaria per scongiurare procedure di insolvenza. Sono stati accantonati fondi per l’outplacement dei lavoratori, ma bisogna chiudere il prima possibile, trovando un accordo con le parti sociali, per non dilapidare le risorse messe da parte. Non c’è tempo se si vogliono evitare conseguenze peggiori”.

La Commissione deve assicurarsi – ha detto Roberta Vallacchi (PD) – che da parte di Regione Lombardia siano messe in campo tutte le azioni e gli strumenti utili per scongiurare di lasciare senza fonte di reddito quaranta famiglie del nostro territorio e per non perdere un’azienda storica e di valore. Il sito produttivo di Ossago, specializzato nella produzione di imballaggi protettivi in materie plastiche, in particolare film a bolle con una tecnologia dedicata, riveste particolare rilevanza nel mercato occupazionale del territorio. Anche per questo ho ritenuto importante chiedere che oggi fossero presenti Comune e Provincia”.
Nel corso dell’audizione in Commissione è intervenuta anche Patrizia Baffi (FdI): “Tutto il territorio dimostra senso di responsabilità e grande dignità nel tentativo di condurre insieme la discussione. C’è il problema delle multinazionali che si insediano, non creano legami e poi si spostano per ragioni di business. Abbiamo il dovere di mettere in campo delle soluzioni ma c’è bisogno di collaborazione e di trovare un punto di incontro con l’azienda sia su tempi che sugli strumenti da utilizzare”.


“La preoccupazione maggiore –
ha sottolineato il Sindaco di Ossago Luigi Granataè per chi perde lavoro ma non possiamo non pensare alle ricadute che la chiusura avrebbe sul territorio e sull’ambiente, vista la necessità di smaltimento di rifiuti pericolosi e di bonifiche. C’è assoluta incertezza su cosa succederà su quel terreno e nei capannoni”.
È grave il trend a cui assistiamo – ha continuato Fabrizio Santantonio, Presidente della Provincia di Lodi -. Si tratta di una crisi del settore manifatturiero che occupa, impiega e specializza diversi nostri lavoratori. Si comprendono le posizioni dell’azienda, ma la richiesta che viene da questo tavolo è solo di concedere tempo in più per valutare proposte di acquisto, di ricollocamento e di accompagnamento dei lavoratori e per evitare la chiusura di un sito che è un elemento importante per il lodigiano”.

Sulla voce circolata nei giorni scorsi di due ipotetiche offerte di acquisto del sito produttivo, che consentirebbe di mantenere aperta la possibilità di salvaguardare i posti di lavoro, il CEO dell’azienda Frédéric Ulrich ha precisato che si tratta di “manifestazioni di interesse e non di offerte formali”.
La Regione – ha ricordato Carlo Bianchessi (Direzione Generale Sviluppo Economico) – ha chiesto ai potenziali investitori di formalizzare offerte per la cessione di un ramo di azienda. Ovviamente i tempi sono molto stretti ma nel merito, confrontandoci con l’azienda, non c’è stata chiusura totale ed è stata confermata anche la disponibilità a non dismettere per il momento i macchinari, evitando di trasformare lo stabilimento in un guscio vuoto. L’ipotesi è perseguibile e se realizzata eviterebbe danni occupazionali e industriali per il territorio”.

Bianchessi ha poi annunciato che lunedì 27 aprile è in programma, insieme all’Assessorato Formazione e Lavoro, un incontro coi lavoratori e per fare il punto su eventuali offerte formali.
Concludendo l’audizione, la Presidente Silvia Scurati ha invitato la Giunta a tenere aggiornata la Commissione sulle possibilità che emergeranno dagli incontri in programma.