Consiglio regionale: via libera al Piano triennale per la cultura

Il relatore Diego Invernici (FdI): "La cultura è un asset centrale per sviluppo e occupazione. Il nuovo Piano trasforma la cultura in un diritto per tutti"

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato a maggioranza il “Programma triennale per la cultura 2026-2028”. Un documento di indirizzo strategico destinato al supporto delle istituzioni e degli operatori culturali della regione.

L’atto dispone uno stanziamento economico storico che supera i 126 milioni di euro per il triennio, ripartiti tra risorse regionali autonome (25,5 milioni), fondi PNRR (34 milioni), coesione europea POR-FESR (17,6 milioni), risorse Interregionali e Piano Lombardia (49 milioni).

I cardini approvati riguardano la tutela del patrimonio archeologico e museale e la valorizzazione delle tradizioni locali. Il piano punta, inoltre, a un netto incremento dell’offerta e della fruizione culturale complessiva, garantendo criteri di massima accessibilità per le fasce di popolazione con particolari fragilità e disabilità.

La cultura rappresenta un asset identitario e un motore economico fondamentale per la nostra regione – ha dichiarato il relatore del provvedimento Diego Invernici (FdI) –. Con questo Piano cambiamo paradigma, dimostrando che la cultura non è un privilegio per pochi, ma un diritto accessibile a tutti e un’infrastruttura centrale per lo sviluppo e l’occupazione. Portiamo la bellezza in mezzo ai lombardi attraverso strumenti innovativi, connettendo i territori e valorizzando le comunità locali. Dai finanziamenti per rendere cinema e teatri accessibili in ogni provincia, offrendo così anche ai ragazzi delle periferie la magia dello spettacolo dal vivo, fino agli spazi per gli anziani, questo programma dimostra che la cultura contrasta il disagio sociale ed è persino uno strumento di sanità preventiva”.

 Un ruolo centrale viene affidato alla digitalizzazione dei beni culturali e allo sviluppo di sinergie e collaborazioni trasversali tra il settore pubblico e quello privato. Tra le novità più rilevanti figurano l’istituzione dei Tavoli della cultura per promuovere i presidi locali, il recupero del patrimonio artistico di proprietà delle aziende sanitarie e delle fondazioni ospedaliere lombarde, nonché il rilancio organizzativo di Lombardia Film Commission e l’attuazione del Masterplan della legacy olimpica.

Il Piano potenzia il welfare culturale introducendo azioni sistemiche per la lettura (con l’iniziativa “Nati per Leggere” e il “Patto Regionale per la lettura” coinvolgendo scuole, carceri, ospedali e università) e sostiene lo spettacolo dal vivo con una Music Commission regionale e nuovi bandi per il cinema. Spazio anche alla valorizzazione dei borghi storici e del patrimonio immateriale, oltre alle grandi rassegne come le celebrazioni voltiane del 2027 e l’appuntamento internazionale “FUTURA”.

Nel corso del dibattito in Aula sono stati accolti complessivamente tre ordini del giorno. Due a firma Paola Bocci (PD), nei quali si invita la Giunta al potenziamento del sostegno alle filiere culturali e creative nell’ambito della programmazione dei fondi europei regionali e a garantire la continuità e la programmazione delle politiche regionali di sostegno al settore audiovisivo e cinematografico. Infine, è stato approvato un ordine del giorno sempre a firma Paola Bocci ma sottoscritto anche da Michele Schiavi (FdI) che riguarda la valorizzazione delle librerie indipendenti e di prossimità quali presìdi culturali territoriali.

Approvato anche l’emendamento a firma Paola Bulbarelli (FdI) che prevede l’inserimento e la promozione della “Rete Regionale delle Case Museo” all’interno degli ambiti di intervento del Programma Triennale.

Sul tema sono intervenuti i Consiglieri regionali Samuele Astuti (PD), Paola Bulbarelli (FdI), Anna Dotti (FdI), Sergio Gaddi (FI), Christian Garavaglia (FdI), Paola Pizzighini (M5Stelle), Andrea Sala (Lega), Michele Schiavi (FdI) e Massimo Vizzardi (Gruppo Misto).

A conclusione del dibattito, l’Assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso ha specificato che “questo Piano, nato dall’ascolto degli operatori e dal contributo di tutto il Consiglio regionale, indica una direzione chiara per fare della cultura una leva strategica di coesione e crescita. Lo dimostrano gli investimenti senza precedenti per lo spettacolo dal vivo, la digitalizzazione, il welfare culturale e il rilancio dell’audiovisivo, valorizzando sia le grandi sia le piccole realtà”.