Consiglio regionale: le mozioni discusse nella seduta pomeridiana

Crisi del latte, rete oncologica lombarda, CUP unico regionale e sostegno alla candidatura della Valcamonica a Capitale italiana della Cultura 2029

Seduta pomeridiana dedicata alla discussione di alcune mozioni. Oltre alle mozioni sulla “crisi del latte” (leggi su https://www.lombardiaquotidiano.com/post/crisi-del-latte-il-consiglio-regionale-approva-quattro-mozioni/), discusse altre quattro mozioni di cui due in abbinata: di seguito la sintesi.

Monitoraggio delle Breast Unit e dell’applicazione dei PDTA oncologici in Regione Lombardia
Approvata la mozione presentata da Gigliola Spelzini (Lega), che impegna la Giunta ad attivare un monitoraggio puntuale e periodico delle attività delle Breast Unit afferenti alla rete oncologica lombarda, con particolare attenzione alla concreta applicazione dei PDTA (percorsi diagnostici terapeutici assistenziali) e a trasmettere alla Commissione consiliare competente una relazione contenente i risultati e le eventuali criticità emerse.
Gigliola Spelzini ha ricordato che le Breast Unit sono un modello di assistenza mirato alla diagnosi, cura e riabilitazione psicofisica delle donne affette da carcinoma mammario fondato sull’approccio multidisciplinare e sulla centralità della persona e che i PDTA rappresentano strumenti fondamentali per garantire uniformità di trattamento, equità di accesso e continuità assistenziale su tutto il territorio regionale.
Durante il suo intervento ha inoltre rimarcato il ruolo importantissimo dell’Intergruppo regionale attivo da tre legislature e che coinvolge una rappresentanza bipartisan di consiglieri regionali e un gruppo significativo di associazioni di pazienti.
Con questo documento – ha detto Spelzini – desideriamo garantire un costante raccordo tra la programmazione regionale e l’attività di controllo del Consiglio. Un monitoraggio puntuale e periodico è utile e necessario per garantire la migliore cura al paziente in termini di uniformità, equità e continuità assistenziale”.
Giulio Gallera (Forza Italia) ha elogiato gli sforzi dell’Intergruppo e ha ricordato che la Lombardia è stata la prima a introdurre le Breast Unit.
Parole di apprezzamento sono arrivate anche da Paola Pizzighini (M5Stelle) e Carlo Borghetti (PD).
Per la Presidente della Commissione Sanità Patrizia Baffi (FdI) “Ricerca, prevenzione e l’istituzione delle Breast Unit ci hanno fatto fare notevoli passi avanti. Le verifiche e i controlli richiesti da questa mozione non possono che farci ottenere ulteriori risultati”.
A dichiarare il loro voto favorevole sono intervenuti anche Nicholas Gallizzi (Noi Moderati), Silvia Scurati (Lega), Anna Villa (FdI) e, per la Giunta, il Sottosegretario all’Autonomia Mauro Piazza.

Sostegno alla candidatura della Valcamonica a Capitale Italiana della Cultura 2029
A sostegno della candidatura della Valcamonica a Capitale Italiana della Cultura 2029, sono state presentate, discusse e approvate due mozioni bipartisan: una a firma Diego Invernici (FdI) e l’altra di Massimo Vizzardi (Misto).
Entrambi i documenti, che condividono obiettivi e ambizioni, chiedono in sostanza di attivare forme di collaborazione istituzionale con la Comunità Montana della Valle Camonica, i Comuni e la Provincia di Brescia e di sostenere e promuovere iniziative regionali in occasione del cinquantesimo anniversario del Sito UNESCO.
La candidatura – ha spiegato Diego Invernicirappresenta un’opportunità straordinaria per la valorizzazione del patrimonio UNESCO e per il rilancio culturale e turistico dell’intera Lombardia. Si offrirebbe visibilità internazionale a un territorio alpino, unico per storia, identità culturale, patrimonio archeologico e dinamismo comunitario”.
Chiediamo alla Giunta di perseguire un progetto strategico, capace di tradursi in un laboratorio culturale diffuso, che coniuga memoria, innovazione, inclusione e partecipazione, valorizzando il proprio patrimonio come risorsa viva per il futuro” ha sottolineato Massimo Vizzardi.
Il Vice Presidente del Consiglio Emilio Del Bono (PD) ha dato pieno sostegno ai documenti, sottolineando come esperienze precedenti di candidature abbiano lasciato in eredità rapporti solidi tra le comunità e modelli organizzativi utili per rimanere attrattivi. “La proposta della Valle Camonica – ha detto – presenta notevoli punti di forza: ha ospitato il primo sito Unesco e il suo emblema, la rosa camuna, rappresenta il simbolo della nostra Regione”.
Per Claudia Carzeri (Forza Italia) “è una richiesta prestigiosa. La Valle Camonica è una terra ricca di arte e di storia. Le sue tradizioni culturali sono innumerevoli. Soffre il rischio dello spopolamento e ha bisogno di promuoversi e per far questo sono necessari gli investimenti che una candidatura di questo genere può mettere in moto”.
Per la Giunta è intervenuta Francesca Caruso, Assessore alla Cultura, che ha elogiato la condivisione dell’Aula al progetto e ha ribadito il pieno sostegno di Regione Lombardia, che da tempo sta investendo per la valorizzazione e la promozione del territorio camuno.

Rispetto dell’obbligo di adesione al CUP unico regionale da parte delle strutture private accreditate
Prevedere che entro il 30 giugno 2026 tutte le strutture private accreditate a contratto formalizzino espressamente la propria adesione al CUP unico regionale e stabilire che tale adempimento costituisca requisito obbligatorio ed essenziale ai fini della permanenza nel sistema di accreditamento e per la prosecuzione del rapporto contrattuale con il Servizio sanitario regionale.
È stata respinta la mozione presentata da Carlo Borghetti (PD), che nel suo intervento ha ricordato una delibera del 2016 che stabilisce che tutte le attività ambulatoriali pubbliche e private debbano essere prenotabili tramite call center regionale, con accesso per i cittadini a tutte le agende sia per le prestazioni ambulatoriali sia per quelle chirurgiche, pena la decadenza del contratto per le strutture che non si adeguino.
A oggi, dopo quasi 10 anni – ha sottolineato il Consigliere – manca una piena adesione al Cup e c’è una certa resistenza delle strutture private. “Non siamo contrari alle strutture private – ha spiegato Borghettima siamo a favore della parità dei diritti e del rispetto delle norme. Il CUP unico regionale costituisce un’infrastruttura strategica per garantire trasparenza nel governo delle liste di attesa e la piena adesione di tutte le strutture rappresenta una condizione essenziale per assicurare parità di trattamento tra i cittadini e di controllo pubblico sull’offerta sanitaria”.
C’è scarso interesse su questo tema e su quello del contenimento delle attese” ha detto Gianmario Fragomeli (PD), che ha sottolineato che “solo il 4,4% delle prestazioni sono quelle che i cittadini hanno potuto prenotare nelle strutture private tramite il nuovo sistema regionale”.
Per Nicola Di Marco (M5Stelle) “la situazione è scandalosa e introduce un sistema di selezione sociale. Non è possibile che nella regione dell’eccellenza si aspettino 10 anni per mettere a punto il CUP”.
Per Giulio Gallera (Forza Italia) sbaglia l’opposizione a trattare il privato come “la parte cattiva”: il privato svolge un ruolo fondamentale – ha sottolineato – e non sarebbe sostituibile.
Nel dibattito sono intervenuti anche Onorio Rosati (AVS), Lisa Noja (Italia Viva), Michela Palestra (Patto Civico), Pierfrancesco Majorino (PD) e, per la Giunta, il Sottosegretario all’Autonomia Mauro Piazza.