Ambiente:

approvata in Aula la riforma della Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA)

Tra le novità la riorganizzazione delle competenze, la semplificazione e l’obbligo di digitalizzazione

 

 

Milano, 30 giugno 2026 – Nella seduta di oggi il Consiglio ha approvato la legge di riforma delle Valutazione d’impatto ambientale (VIA), il procedimento finalizzato a individuare, descrivere e valutare preventivamente, prima della realizzazione delle opere, gli effetti che determinati progetti pubblici o privati possono produrre sull’ambiente, sulla salute e sul benessere umano, definendo le misure necessarie per prevenire, ridurre o eliminare gli impatti negativi prima che si manifestino.

Il testo di legge, illustrato dal Presidente della Commissione Ambiente Alessandro Cantoni (Lombardia Ideale), sostituisce integralmente la normativa precedente per semplificare le procedure e allinearle al PNRR. Tra le novità principali figurano la riorganizzazione delle competenze tra Regione ed Enti locali, l’introduzione dell’inchiesta pubblica e la digitalizzazione obbligatoria per una gestione più efficiente del territorio.

Questa legge nasce dall’esigenza di coordinare le modifiche intervenute negli ultimi anni e per rafforzare ulteriormente l’efficacia delle procedure di valutazione ambientale – ha affermato il Presidente della Commissione Cantoni -. L’obiettivo è fornire un quadro normativo aggiornato e coerente, che mantiene le scelte fondamentali già adottate, come il riparto delle competenze tra enti, le modalità di consultazione pubblica e le categorie di progetti soggetti a valutazione. Si conferma così l’efficacia di un sistema che pone al centro la tutela ambientale nell’azione amministrativa e che negli anni ha permesso uno sviluppo coerente e sostenibile di tutto il territorio regionale”.

La riforma ha come finalità quella di coordinare le numerose modifiche intervenute negli ultimi anni, sostituendo integralmente la vigente legge regionale n. 5/2010, ‘Norme in materia di valutazione di impatto ambientale’, già oggetto, negli anni, di diversi interventi di modifica anche alla luce delle nuove discipline (PNRR, energie rinnovabili, codice dei contratti pubblici) e dalla necessità di rafforzare l’efficacia delle procedure di valutazione ambientale.

Tra le principali novità vi è la ridefinizione delle competenze tra Regione ed Enti locali, rafforzando il principio per cui l’autorità che approva un’opera è anche quella che conduce la valutazione ambientale. In particolare, si attribuisce alla Regione la competenza
su alcuni progetti attuativi di trasformazioni urbane o industriali, mentre su trasferiscono agli Enti locali quelli in ambiti paesaggistici. Si introduce, inoltre, la possibilità di svolgere la consultazione pubblica tramite inchiesta pubblica con modalità definite da regolamento. Viene rivista la disciplina degli oneri istruttori, estendendoli a tutte le procedure e prevedendo l’utilizzo dei proventi per attività di istruttoria, controllo e monitoraggio; sono esclusi nei casi di opere pubbliche con coincidenza tra proponente e autorità competente.

 

La riforma supera il modello basato sul potere sostitutivo, promuovendo invece coordinamento, supporto tecnico e strumenti informatici condivisi tra enti, in linea con i principi di collaborazione e sussidiarietà. Infine, si prevede l’adozione di criteri e metodologie uniformi per le valutazioni, al fine di garantire coerenza e semplificazione su tutto il territorio regionale.

Voto contrario da parte delle minoranze concordi nell’esprimere forte preoccupazione rispetto all’impostazione complessiva del provvedimento temendo che “dietro la parola semplificazione si finisca per indebolire la capacità di valutare opportunamente gli effetti delle opere e degli impianti sui territori. Avremmo voluto una riforma che semplificasse ma che, dall’altra parte, rafforzasse la qualità delle valutazioni, che sostenesse gli enti locali e che introducesse degli strumenti chiari di compensazione ambientale. Ci saremmo aspettati un provvedimento volto a rafforzare gli strumenti di valutazione, a garantire criteri più chiari, uniformi e stringenti sugli impatti cumulativi e a valorizzare il ruolo di ARPA, delle ATS e degli enti territoriali” hanno sottolineato i Consiglieri di minoranza nelle dichiarazioni di voto.

Durante la discussione sono intervenuti i Consiglieri Miriam Cominelli (PD), Michela Palestra (Patto Civico), Paola Pollini (M5Stelle), Luca Marrelli (Lombardia Ideale), Onorio Rosati (AVS), Giacomo Zamperini (FdI) e l’Assessore regionale all’Ambiente e Clima Giorgio Maione.