Comparto risicolo: in Commissione Agricoltura il Presidente di Regione Piemonte

Presidente Massardi: “Partiamo dalle istanze del territorio per definire strategie regionali lombarde da trasmettere e adottare in Europa”

Il futuro del settore risicolo in Europa è stato al centro dell’audizione che si tenuta questo pomeriggio in Commissione Agricoltura presieduta da Floriano Massardi (Lega), occasione per fare il punto con le associazioni di categoria di settore del mondo agricolo.

Durante l’audizione, richiesta da Giovanni Malanchini (Lega), sono state raccolte le istanze del comparto lombardo alla presenza anche del Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, che attualmente ricopre il ruolo di Capo della delegazione italiana presso il Comitato europeo delle regioni.

Abbiamo ottenuto l’assegnazione di un parere sulla crisi della produzione risicola. Si tratta di un documento ufficiale con cui le autorità locali e regionali dell’Unione Europea esprimono la propria posizione formale su una proposta di legge europea. Il 1 giugno è in programma a Bruxelles la prima riunione ufficiale della Commissione NAT (Risorse naturali) del Comitato europeo delle Regioni. È mia intenzione inserire nel documento le osservazioni ascoltate oggi e ringrazio la Commissione Agricoltura per questa occasione” ha sottolineato Alberto Cirio ricordando che la discussione per l’approvazione del documento, dove tutti i 329 membri del Comitato europeo delle Regioni (CdR) voteranno la ratifica del testo, è in prevista a dicembre 2026.

Sono diverse le associazioni di categoria del mondo agricolo che oggi hanno preso parte all’audizione in Commissione: Coldiretti, Confagricoltura, CIA, e la Federazione delle Strade dei Vini e dei Sapori.

Il cambiamento climatico, la salvaguardia dell’acqua, la valorizzazione del prodotto italiano rispetto al riso di provenienza asiatica, l’innovazione tecnologica, la clausola di salvaguardia per ridimensionare l’importazione asiatica a dazio zero sono stati alcuni dei temi affrontati nel corso dell’audizione.

L’audizione con i produttori risicoli è un primo passo per definire la strategia di Regione Lombardia nei tavoli europei con l’auspicio di individuare una posizione condivisa nell’ambito del dibattito che si sta sviluppando a livello europeo su questo tema. Il riso è un settore chiave per l’agricoltura lombarda e quello di oggi è stato un momento importante per condividere le istanze lombarde e trasmetterle nelle sedi istituzionali europee. Ringrazio il Presidente Cirio per il lavoro che sta facendo nel sostenere questo settore” ha spiegato il Presidente della Commissione Agricoltura Floriano Massardi.

“Da componente del Comitato europeo delle Regioni ringrazio il Presidente Cirio per riuscire a portare in Europa un tema fondamentale per l’agricoltura lombarda, oltre che piemontese, ma anche per tutti i cittadini. Salvaguardare le produzioni risicole di qualità significa tutelare la salute delle persone e proteggere un comparto economico molto importante. Si parla poco di produzioni di riso in Europa perché la maggior parte della produzione è limitata a Lombardia e Piemonte. Con il parere di iniziativa del Comitato europeo delle Regioni vogliamo dare un forte impulso affinché nei prossimi atti di programmazione questo settore venga tenuto in forte considerazione” ha affermato Giovanni Malanchini.

 Lombardia e Piemonte costituiscono il cuore pulsante della risicoltura italiana ed europea. Le province di Pavia, Novara e Vercelli formano il cosiddetto “triangolo d’oro del riso“. È l’unica area in Europa con una filiera completa (coltivazione, lavorazione e ricerca) dove si coltivano varietà storiche come Arborio, Carnaroli e Baldo: qui il sistema dei canali di irrigazione è uno dei più avanzati e storici al mondo.

“Alla luce del recente parere d’iniziativa del Comitato europeo delle regioni sul futuro del settore risicolo in Europa, è importante che Regione Lombardia definisca una posizione chiara, unitaria e condivisa per tutelare i propri produttori e consumatori. L’efficacia di questo percorso dipenderà sicuramente anche dal coinvolgimento diretto delle categorie professionali e delle rappresentanze territoriali che operano sul campo” ha concluso Massardi.