Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza la legge “Disposizioni in materia di ricerca, innovazione e intelligenza artificiale per lo sviluppo sostenibile” (relatore Andrea Sala, Lega).
La nuova legge aggiorna l’attuale normativa dedicata alla ricerca e all’innovazione, introducendo un focus sull’uso dell’intelligenza artificiale e prevedendo strumenti per governarne l’utilizzo: un programma strategico triennale, un comitato scientifico, un tavolo permanente di confronto, le piattaforme digitali.
Obiettivi delle norme sono quelli di promuovere l’impiego responsabile dell’intelligenza artificiale, di favorire il trasferimento tecnologico e la crescita del capitale umano, di incentivare la formazione, l’aggiornamento e la riqualificazione delle competenze professionali, di rafforzare la collaborazione pubblico-privata, di investire in infrastrutture di ricerca e piattaforme per l’innovazione, di accompagnare gli enti locali, in particolare i piccoli comuni, nell’adozione responsabile delle tecnologie digitali e di riconoscere l’eccellenza scientifica e imprenditoriale.
“E’ un provvedimento prevalentemente di indirizzo – ha detto Andrea Sala – reso necessario dallo sviluppo dell’IA, che definisce in maniera chiara che l’intelligenza artificiale è da considerarsi uno strumento di supporto ma sempre e comunque sottoposto al controllo e alla responsabilità umana finale. Intendiamo promuovere, diffondere e monitorare l’adozione e l’applicazione di sistemi e di modelli di intelligenza artificiale sul territorio regionale, per migliorare la qualità della vita dei cittadini, incrementare la competitività delle imprese e favorire l’innovazione tecnologica. È una legge soprattutto che ci permetterà di colmare il divario digitale che oggi vede le grandi aziende già proiettate nel futuro e le piccole imprese e le pubbliche amministrazioni locali ai margini della trasformazione tecnologica”.
Il Programma strategico triennale definirà dove e come investire le risorse.
Il comitato scientifico, composto da cinque esperti di alto profilo, avrà funzioni consultive, propositive e informative.
Il tavolo tecnico di confronto sarà lo spazio permanente di dialogo destinato a consentire a Regione Lombardia di operare in maniera condivisa e partecipata con il mondo istituzionale, accademico, scientifico e produttivo.
Le piattaforme digitali dedicate all’innovazione e allo sviluppo dell’intelligenza artificiale serviranno a collegare soggetti pubblici e privati, a facilitare lo scambio di informazioni e ad accelerare processi di innovazione aperta.
Un’altra delle novità è la Carta regionale per lo Sviluppo dell’Intelligenza Artificiale, finalizzata a orientare l’azione regionale nella promozione di un ecosistema dell’IA innovativo e a ritagliare il perimetro etico in cui muoversi. I suoi compiti saranno quelli di rafforzare la collaborazione tra istituzioni, imprese, università, centri di ricerca, attori pubblici e privati; sostenere ricerca e sviluppo nel campo dell’IA, valorizzando eccellenze e competenze presenti sul territorio, promuovere un uso etico e sostenibile dell’IA, garantendo il rispetto dei principi fondamentali e dei diritti delle persone.
La normativa istituisce, infine, la Giornata della ricerca. Ispirata alla figura di Umberto Veronesi e celebrata l’8 novembre di ogni anno, anniversario della nascita dell’oncologo lombardo, sarà l’occasione per premiare risultati scientifici, progetti innovativi ed eccellenze imprenditoriali che hanno introdotto modelli avanzati o tecnologie emergenti.
L’Assessore all’Università, Ricerca e Innovazione Alessandro Fermi ha spiegato che la legge nasce dalle esigenze del territorio, frutto di due anni di lavoro e di confronto con le realtà locali: “Una legge che ci rende orgogliosi e che mette in campo delle idee per aiutare nella diffusione delle nuove tecnologie e nel loro uso consapevole”.
“L’intelligenza artificiale – ha detto Samuele Astuti (PD) – va governata. Questa non è una legge che dà un indirizzo. Inserisce degli strumenti per farci dettare da altri cosa fare. Il problema centrale non è quali strumenti introduciamo ma le scelte che vogliamo fare. Avremmo avuto bisogno di una legge di visione, che spiegasse in quale direzione andare, quali investimenti fare, quali infrastrutture sostenere e quali garanzie dare ai cittadini. In questa legge non vediamo alcuna strategia”.
Per Anna Dotti (FdI) “è un passo importante e un investimento strategico. La nostra Regione dimostra di saper dominare un processo di trasformazione, creando le migliori condizioni perché l’innovazione si traduca in qualcosa di positivo per le imprese, i lavoratori e i cittadini. È una legge che mette comunque al centro l’intelligenza naturale e che governa l’innovazione con equilibrio, responsabilità e attenzione alle persone”.
“Apprezziamo – ha dichiarato Nicholas Gallizzi (Noi Moderati) – la visione antropocentrica, la formazione del capitale umano, l’attenzione ai territori e alle imprese, la governance trasparente. Fra dodici mesi avremo modo di valutare i risultati raggiunti”.
Sostegno convinto da parte di Luca Marrelli (Lombardia Ideale): “È un provvedimento concreto che traccia la rotta per la Lombardia del futuro. La tecnologia deve essere un aiuto per i cittadini e queste norme servono a garantire il rispetto dell’etica e della sicurezza”.
“Siamo convinti – ha continuato Paola Pizzighini (M5S) – che la Regione debba avere un ruolo importante in questo processo, ma il progresso deve accompagnarsi alla tutela delle persone. Non è progresso se migliorano le tecnologie a discapito della vita, del lavoro e delle garanzie dei cittadini”.
Durante il dibattito, che ha visto l’approvazione anche di alcuni ordini del giorno ed emendamenti, sono intervenuti anche Jacopo Dozio (Forza Italia), Christian Garavaglia (FDI), Onorio Rosati (AVS) e Gigliola Spelzini (Lega).