Il Consiglio regionale ha approvato nella seduta odierna la Proposta di Legge al Parlamento “Disposizioni per la bonifica delle valanghe mediante distacco artificiale”.
Il testo, illustrato dal relatore Consigliere Michele Schiavi (FdI), introduce, per la prima volta in Italia, un quadro normativo statale organico per superare la frammentazione delle leggi di pubblica sicurezza risalenti agli anni ’30 e ’50.
La riforma nasce a seguito dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali del 2026 che hanno fatto emergere la necessità di ampliare e velocizzare le modalità di intervento per la bonifica delle slavine, e, quindi, l’opportunità di modificare alcune regole attualmente vigenti, in particolare sull’utilizzo degli esplosivi. In Italia si registrano restrizioni (non esistenti in altri Paesi dell’arco alpino) che rendono più complesso lo svolgimento delle attività di bonifica artificiale delle valanghe.
“È un provvedimento importante per la sicurezza dei nostri territori montani, legata dall’attraversamento delle infrastrutture di collegamento, come gli assi viari e ferroviari, dai centri abitati e dalle aree dedicate ad attività economiche, tra cui i comprensori sciistici. In alcuni di questi contesti, l’intervento di distacco artificiale dei fronti instabili consentirebbe di prevenire il problema alla radice, agendo in anticipo sulla formazione stessa delle valanghe. Attualmente, l’Italia è l’unica nazione dell’arco alpino a non disporre di una normativa nazionale unitaria in materia. Ci si muove invece sulla base di provvedimenti amministrativi frammentari, in certi casi molto datati e originariamente legati all’attività mineraria. Normative che non hanno un collegamento diretto con la gestione e il distacco controllato dei cumuli nevosi. Ritengo quindi di assoluto interesse l’idea di proporre al Parlamento un quadro normativo unico, che sia uniforme per tutte le regioni del nostro arco alpino” ha spiegato Michele Schiavi nell’illustrare il documento.
La riforma definisce le procedure da seguire per le operazioni di distacco artificiale in sicurezza delle valanghe, differenziandole in base alle metodologie utilizzate. Diversi sono, infatti, i rischi nell’impiego di sistemi a gas, pirotecnici o esplosivi, che richiedono sistemi autorizzativi distinti per acquisto, trasporto, detenzione ed impiego.
Meno burocrazia, più tempestività: le novità per trasporti e stoccaggio
La proposta di legge va anche nella direzione di semplificare le condizioni di trasporto e stoccaggio dei materiali esplosivi e dei sistemi a gas, mantenendo standard di sicurezza rigidissimi a tutela delle aree antropizzate e delle reti viarie e ferroviarie.
Tra le principali innovazioni sulle procedure:
- Licenza plurimensile per lo stoccaggio: il prefetto potrà rilasciare una licenza speciale per consentire agli operatori di detenere in deposito l’esplosivo necessario per tutto il periodo dell’anno a maggior rischio valanghivo, azzerando i tempi d’attesa burocratici durante le grandi nevicate.
- Deroga per il trasporto notturno: per gestire tempestivamente le emergenze, viene introdotta la possibilità di autorizzare il trasporto notturno dei materiali.
- Focus sugli artifici pirotecnici: la legge estende l’applicazione delle procedure semplificate ai dispositivi pirotecnici. Questi strumenti risultano più adatti alle urgenze rispetto ai sistemi a gas permanenti: richiedono interventi più rapidi, hanno costi ridotti e non comportano l’installazione di manufatti strutturali ad alto impatto paesaggistico sui versanti montani.
- Obbligo informativo di Protezione Civile: i soggetti che attivano il distacco dovranno informare tempestivamente le autorità di Protezione Civile per permettere l’adozione coordinata di misure a tutela della popolazione locale.
Nasce il titolo di “Tecnico Abilitato” e il principio di leale collaborazione
La riforma abbatte la frammentazione che obbligava i professionisti del settore a sostenere molteplici esami di idoneità. Viene istituito un percorso di formazione unitario teorico-pratico per il conseguimento del titolo di “Tecnico abilitato al distacco artificiale delle valanghe”. Vengono salvaguardate la specificità e il valore della qualifica di fochino, che secondo la normativa vigente resta obbligatoria in caso di operazioni di distacco effettuate con l’impiego di dinamiti o detonanti.
Nel corso della discussione è stato approvato l’emendamento a firma del relatore Schiavi per assicurare la continuità operativa degli addetti già qualificati, prevedendo il riconoscimento delle competenze e delle qualifiche acquisite.
Gli aspetti di maggior dettaglio normativo vengono demandati a un apposito DPCM, previa intesa con la Conferenza Stato-Regioni.
Durante il dibattito sono intervenuti i Consiglieri Diego Invernici (FdI), Silvana Snider (Lega), Roberta Vallacchi (PD) e l’Assessore alla Sicurezza e Protezione civile Romano La Russa.