Non sarà impedito ai Comuni di poter accedere al meccanismo delle compensazioni e i Comuni stessi avranno un anno di tempo (e non più solo 6 mesi) per adeguare i propri strumenti urbanistici alle nuove disposizioni di legge, peraltro all’interno di un sistema che prevede incentivi premiali al posto di quelli sanzionatori.
Sono le due novità principali relative al progetto di legge che definisce e regolamenta l’insediamento dei data center, condivise oggi durante un incontro a Palazzo Pirelli tra il relatore del provvedimento Jonathan Lobati (Forza Italia) e una rappresentanza dei gruppi consiliari di maggioranza e minoranza con una delegazione dei Sindaci firmatari (oltre 50) dell’appello e della richiesta di un nuovo e ulteriore approfondimento della proposta di legge.
In particolare gli amministratori locali firmatari avevano chiesto più tempo per approfondire una normativa ritenuta strategica ma complessa, evidenziando la necessità di maggiore condivisione e attenzione agli impatti ambientali, energetici e urbanistici, oltre al rispetto delle competenze dei Comuni: a farsi portavoce della delegazione dei primi cittadini presente oggi a Palazzo Pirelli è stata il Sindaco di Gorgonzola Ilaria Scaccabarozzi.
Al termine dell’incontro i Sindaci presenti hanno espresso soddisfazione per l’apertura al confronto, sottolineando come la decisione della Regione rappresenti un segnale importante di attenzione verso le comunità locali e il ruolo degli enti territoriali nei processi di trasformazione
“Da sempre nella predisposizione e definizione di questo provvedimento abbiamo messo al primo posto le istanze dei Sindaci – ha sottolineato il relatore Lobati– e non a caso già a inizio febbraio, in occasione della prima audizione sul tema, ci eravamo incontrati e ci eravamo confrontati subito con ANCI: così come anche ora abbiamo dimostrato piena disponibilità e attenzione nel valutare ulteriori proposte e contributi migliorativi, condividendo con i Sindaci presenti oggi la necessità di prevedere le compensazioni e di allungare di altri 6 mesi la tempistica per l’adeguamento degli strumenti comunali, introducendo un sistema premiale. L’esame di questo provvedimento era cominciato in Commissione già a dicembre 2025 e il voto finale è arrivato lo scorso 23 aprile, al termine un percorso articolato e approfondito che ha visto numerose audizioni e occasioni di confronto con numerosi soggetti”.
Sulla necessità di rafforzare il ruolo dei Comuni all’interno della legge e di prevedere un collegamento tra la copianificazione e l’autorizzazione unica regionale si è soffermato Matteo Piloni (PD) mentre tra i punti evidenziati da Simone Negri (PD) troviamo l’importanza di riconoscere e rispettare concretamente l’autonomia locale in tema di pianificazione, la necessità di evitare la concentrazione di data center nelle stesse aree e di individuare una destinazione urbanistica ad hoc per i data center con possibilità per i Comuni di destinare aree specifiche.
“Questa legge incide profondamente sul ruolo dei Comuni nella pianificazione e bisogna pertanto che gli stessi Comuni siano coinvolti e ne siamo protagonisti” ha osservato Michela Palestra del Patto Civico, mentre Onorio Rosati (AVS) ha infine apprezzato alcune le aperture emerse oggi da parte degli esponenti di maggioranza, giudicandole però ancora insufficienti: “manca in particolare un contenuto per noi fondamentale, ovvero l’obbligo di realizzare i nuovi data center solo e unicamente su aree dismesse o da bonificare”.
In Lombardia si registra una forte concentrazione di data center, che rivestono importanza per gli impatti significativi su suolo, energia e ambiente, e la Regione intende pertanto fornire orientamenti uniformi ai Comuni lombardi per il loro insediamento: la Lombardia, con i suoi 67 dati center funzionanti al 2024 (su 168 in Italia), è il territorio che più di altri ha fatto registrare il maggior sviluppo di queste infrastrutture.
Il disegno di legge approvato in Commissione definisce i data center come insediamenti produttivi ai fini del calcolo del contributo di costruzione e individua e persegue alcuni obiettivi tra cui garantire il governo regionale delle procedure autorizzatorie (in particolare le AIA), mediante il coordinamento tra i diversi attori istituzionali e l’individuazione di tempi certi.
In merito ai criteri di localizzazione, il provvedimento indica le priorità di insediamento dei data center e le individua prioritariamente nelle aree di rigenerazione urbana e territoriale, nelle aree dismesse (cosiddette brownfield), in quelle contaminate, degradate, inutilizzate, sottoutilizzate e potenzialmente contaminate. Lo scopo è disincentivare il consumo di suolo agricolo nello stato di fatto, prevedendo un maggior contributo di costruzione da destinare a misure compensative di riqualificazione urbana e territoriale.
Le altre priorità insediative riguardano l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili, per governare l’elevato consumo energetico limitando operazioni speculative e favorendo pertanto il riutilizzo del calore prodotto per teleriscaldamento e per comunità energetiche rinnovabili.
Il voto finale in Aula sul progetto di legge è calendarizzato per martedì 26 maggio.