Il Consiglio regionale ricorda Giovanni “Mariuccio” Orsenigo

Gli interventi del Presidente Federico Romani e dei Consiglieri Angelo Orsenigo e Pietro Macconi, alla presenza della moglie Mirella e dei cinque figli

Orsenigo ha rappresentato un punto di riferimento istituzionale e amministrativo per il territorio lariano e lombardo, attraversando diverse stagioni politiche e ricoprendo incarichi di primo piano a livello locale e regionale, sempre con discrezione, generosità e grande umanità. Ha vissuto l’impegno politico come servizio, senza mai alzare la voce, mettendo al centro la partecipazione. Con la scomparsa di Giovanni Orsenigo se ne va una figura che ha segnato generazioni di amministratori e cittadini, protagonista di una politica radicata nei territori e costruita sul rapporto diretto con le comunità locali. Ai parenti, e in particolare alla moglie Mirella e ai figli Giampaolo, Filippo, Federica, Carola e Maria Cristina qui presenti con noi oggi in Aula, e a tutti coloro lo hanno conosciuto e apprezzato, va oggi la vicinanza e il cordoglio della nostra istituzione regionale”.
Con queste parole il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia Federico Romani ha introdotto oggi in apertura della seduta consiliare il breve momento di commemorazione dedicato a Giovanni Orsenigo, per tutti Mariuccio, figura centrale della politica comasca e lombarda per oltre quarant’anni, scomparso nei giorni scorsi a 78 anni.

A tracciare un ricordo commosso della sua figura è stato Angelo Orsenigo (PD), Consigliere regionale comasco a lui profondamente legato: “Mariuccio era una persona unica per generosità, competenza e conoscenza del territorio comasco e regionale. In ogni ruolo che ha ricoperto ha saputo sempre coinvolgere e responsabilizzare chi gli stava accanto. Per molti è stato una vera e propria enciclopedia vivente: conosceva persone, luoghi, problemi, storie. Bastava una domanda e partiva un racconto preciso, documentato, sempre utile. Il suo riferimento costante – ha proseguito Angelo Orsenigoera la Dottrina Sociale della Chiesa, che aveva trasformato in uno stile concreto di fare politica. Sempre presente e attento, teso a ricercare soluzioni praticabili ai problemi. Particolarmente sensibile verso le persone più fragili. Con la sua passione per il bene comune e la sua vocazione alla solidarietà come fattore irrinunciabile della coscienza”.  

Un pensiero personale legato agli anni trascorsi insieme nell’Aula del parlamento regionale è stato rivolto anche da Pietro Macconi (FdI), che ha sottolineato la comune appartenenza al cattolicesimo popolare “lui progressista, io conservatore, ma entrambi legati alla stessa matrice, alla stessa tradizione. Tutte le cariche che Orsenigo ha ricoperto -ha ricordato Macconi– sono state elettive: questo significa che è stato molto onorato e molto amato, onorando a sua volta il proprio mandato sempre con grande dedizione. Attento, diligente, capace, sapeva difendere le sue ragioni con determinazione”.   

Storico esponente della Democrazia Cristiana, Giovanni Orsenigo è stato Consigliere regionale della Lombardia per 15 anni, sedendo al Pirellone in una delle fasi più complesse della politica regionale. Parallelamente, ha legato il suo nome a Figino Serenza, Comune di cui è stato Sindaco per 12 anni, lasciando un’impronta profonda nella vita amministrativa e sociale della comunità.
Il suo impegno istituzionale lo ha portato anche alla guida della Provincia di Como, di cui è stato Presidente per tre anni.
Negli anni più recenti, aveva assunto la presidenza di Acsm Agam, incarico ricoperto a partire dal 2015, confermando il suo ruolo anche nell’ambito delle partecipate pubbliche e dei servizi locali. In Consiglio regionale in questi ultimi anni aveva anche partecipato direttamente all’attività di realtà come l’AICCRE, che si pone l’obiettivo di promuovere i gemellaggi tra Comuni, e come l’Associazione Consiglieri regionali.
L’ultima fase della sua lunga carriera politica lo aveva visto impegnato sotto le insegne del Partito Democratico.

Al termine degli interventi commemorativi, l’Aula regionale ha osservato un minuto di silenzio tributandogli alla fine un lungo applauso.