In Commissione Agricoltura il problema del bracconaggio nei laghi lombardi

Presidente Floriano Massardi: “Per tutelare i laghi da questo fenomeno in crescita, è necessario valutare misure più severe come deterrente”

Il problema della pesca illegale nei laghi lombardi approda Commissione Agricoltura presieduta da Floriano Massardi (Lega). A richiamare l’attenzione su un fenomeno sempre più in crescita nel territorio regionale che, oltre a provocare danni importanti agli ecosistemi lacustri, sta sollevando le preoccupazioni di tutto il territorio, è stato il Sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia Mauro Piazza.
In veste di Consigliere della provincia di Lecco, Piazza ha chiesto l’audizione in Commissione di Stefano Simonetti, Presidente dell’Associazione sportiva dilettantistica pescatori e subacquei sezione provinciale di Lecco convenzionata Fipsas, proprio a seguito dei recenti episodi di bracconaggio che si sono verificati nel Lario.

A fine novembre, due pescatori professionali sono stati fermati durante la notte a Perledo (Lecco) dalla Polizia Provinciale con 120 esemplari di Coregone Lavarello pescati illegalmente, in pieno periodo di riproduzione, utilizzando anche reti non consentite: i due pescatori sono stati sanzionati con una multa di 51 euro, definita dal Presidente di Fipsas Lecco Stefano Simonetti ,“irrisoria”.

“Quello che è accaduto è un fatto molto grave e purtroppo si tratta di un fenomeno che sta assumendo dimensioni sempre più considerevoli e allarmanti – ha sottolineato il Presidente della Commissione Floriano Massardi -. L’audizione di oggi è stata molto utile e sarà da stimolo per valutare eventuali misure che potranno essere previse in vista della legge di revisione ordinamentale collegata alla manovra di bilancio del prossimo luglio”.

 Il Sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia Mauro Piazza ha ribadito “la necessità di affrontare con urgenza il tema dell’inasprimento delle sanzioni per disincentivare il bracconaggio ittico, valutando anche il rafforzamento dei controlli e l’introduzione di misure più severe che possano sfavorire la diffusione della pratica di questa attività illegale”.
“Oltre a parlarne in Commissione Agricoltura –
ha proseguito il Sottosegretario – ho condiviso la necessità di un intervento anche con l’Assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi”.

Ogni anno Regione Lombardia investe decine di migliaia di euro per la gestione dell’incubatoio De Marchi di Fiumelatte a Varenna (Lecco) dedicato proprio alla riproduzione del pesce Coregone.
Un’attività che viene svolta soprattutto nei mesi di dicembre e gennaio. “Parallelamente, la Fipsas di Lecco e l’associazione di Como investono risorse proprie e attività di volontariato per il recupero e la spremitura delle femmine di Coregone Lavarello, proprio nel mese di dicembre quando avviene la riproduzione – spiega il Presidente della sezione provinciale di Lecco Stefano Simonetti -. Gli atti di bracconaggio producono danni enormi alla biodiversità del lago. La sanzione di 51 euro non è un deterrente efficace. Serve l’immediato sequestro del natante e la sospensione o revoca della licenza professionale in caso di reiterazione”. In particolare, il Presidente Simonetti ha evidenziato la necessità di riaggiornare le sanzioni previste dalla normativa regionale (Legge 31 del 2008) in materia di pesca illegale.

Concordi sulla criticità del fenomeno e sulle sue ricadute negative per il patrimonio ittico lombardo anche i Consiglieri che sono intervenuti nel corso del dibattito: Paola Bulbarelli (FdI), Gian Mario Fragomeli (PD), Paola Pollini (M5Stelle) e Giacomo Zamperini (FdI).