Via libera alla Risoluzione sul Programma di lavoro della Commissione europea

Chiara Valcepina: “Necessario garantire un ruolo centrale alle Regioni nella programmazione e gestione dei fondi europei”

La Commissione Bilancio, presieduta dalla Vice Presidente Chiara Valcepina (Fratelli d’Italia), nella seduta di questa mattina ha approvato a maggioranza una Risoluzione sul “Programma di lavoro della Commissione europea – anno 2026 e le politiche dell’Unione europea di maggiore interesse per il tessuto socio-economico lombardo”.

Il documento, che si inserisce nell’ambito della Sessione europea annuale del Consiglio regionale (in programma in Aula il prossimo martedì 31 marzo), delinea le priorità strategiche per una partecipazione attiva di Regione Lombardia alla formazione delle politiche dell’Unione europea e alla definizione del futuro quadro finanziario pluriennale 2028-2034.

Questa Risoluzione rappresenta un atto fondamentale per affermare il ruolo della Lombardia in Europa e per difendere gli interessi dei nostri territori – spiega Chiara Valcepina che ha presentato il documento in Commissione –. È necessario costruire un’Unione più forte, competitiva e vicina ai cittadini, che sappia sostenere imprese e comunità locali, evitando eccessive centralizzazioni e garantendo alle Regioni una partecipazione concreta nella definizione delle politiche e nell’utilizzo delle risorse”.

La Risoluzione evidenzia la necessità di rafforzare la competitività del sistema europeo, sostenere il tessuto produttivo e promuovere una semplificazione normativa capace di ridurre gli oneri amministrativi a carico di imprese e cittadini. Particolare attenzione è dedicata alla tutela delle filiere industriali, al contenimento dei costi energetici e allo sviluppo di politiche orientate all’innovazione, alla sovranità tecnologica e alla crescita sostenibile.

Particolare attenzione viene dedicata alle prospettive della futura politica di coesione, rispetto alla quale la risoluzione ribadisce la centralità delle Regioni e delle autonomie locali nella programmazione e nell’attuazione degli interventi. Il documento richiama, inoltre, l’importanza di salvaguardare il ruolo della Politica agricola comune, riconosciuta come strumento strategico per la competitività del comparto agroalimentare, la sicurezza alimentare e la coesione territoriale.

La Risoluzione sottolinea, infine, l’urgenza di politiche europee capaci di coniugare sviluppo economico, coesione sociale e sicurezza, sostenendo il contributo dei territori e rafforzando il coinvolgimento degli enti locali nei processi decisionali europei.

La Commissione Bilancio ha approvato a maggioranza un emendamento presentato da Silvana Snider (Lega) con cui si chiede di rafforzare, nell’ambito del programma Interreg, le relazioni bilaterali tra Italia e Svizzera, promuovendo una cooperazione strutturata su temi strategici quali mobilità e fiscalità dei lavoratori frontalieri, sicurezza dei valichi, gestione condivisa dei servizi sanitari, sostegno economico delle aree di confine e semplificazione delle procedure amministrative per imprese e cittadini.

Il testo approvato dalla Commissione Bilancio esprime preoccupazione per la proposta di riforma del Bilancio europeo che prevede una riduzione significativa delle risorse destinate alla Politica di coesione e alla Politica agricola comune, con possibili ripercussioni rilevanti anche per la Lombardia.

Il Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 riduce le risorse stanziate per la Politica di Coesione (FESR e FSE) e per la Politica Agricola Comune (PAC).

I Fondi per la Coesione scendono dal 30% al 22%, quelli per la Pac dal 30% al 15%. Complessivamente dunque queste risorse, che hanno storicamente costituito i due pilastri dell’azione europea, assorbendo il 65% del bilancio, scendono a meno del 40%.

Per Regione Lombardia si prospetta, rispetto ai 3,5 miliardi di euro del Piano Pluriennale 2021/2027, una perdita fino a un miliardo di euro. Per questo la proposta di Risoluzione ne chiede con forza il ripristino secondo una percentuale almeno pari a quella attualmente prevista dal Piano 2021/2027.
Più in generale, si sottolinea la necessità di un significativo incremento delle risorse destinate al bilancio 2028/2034. I circa 2.000 miliardi previsti in 7 anni rappresentano in percentuale l’1,26% del PIL dell’UE, che fra l’altro, considerando la quota destinata al rimborso dei prestiti per il Next Generation Eu, scende al 1,15%.

I numeri sono impietosi. Si tratta di risorse irrisorie rispetto a quelle, decisamente superiori, messe in campo dai nostri competitori sui mercati globali – sottolinea Valcepina-. Il richiamo al ‘Rapporto Draghi’ sulla competitività europea diventa un puro esercizio retorico se poi l’entità degli investimenti previsti dal bilancio dell’UE risulta essere meno di un decimo degli 800 miliardi annui che il “Rapporto” ha indicato come necessari per colmare il divario di produttività, innovazione e sviluppo con i nostri maggiori competitori sui mercati internazionali. Centralizzare le risorse, svuotare il ruolo delle Regioni, ridurre i fondi per le politiche di coesione e per la Pac, non significa semplificare, né tantomeno riformare l’UE, significa smantellare il principio di sussidiarietà. Per questo abbiamo voluto ribadire l’importanza di garantire un ruolo centrale alle Regioni nella programmazione e gestione dei fondi europei, nel rispetto del principio di sussidiarietà e della governance multilivello”.

Un altro aspetto critico riguarda l’architettura della nuova governance europea che rischia di non garantire alle Regioni un ruolo centrale nella programmazione e definizione priorità strategiche dell’Unione europea.

Abbiamo bisogno – conclude Chiara Valcepinadi riconoscere e valorizzare la capacità delle Regioni di indentificare i bisogni dei territori e di attuare politiche di sviluppo mirate ed efficaci. Di fronte alle sfide che attendono l’Unione europea nei prossimi anni, attraverso la risoluzione, che mi auguro che troverà un consenso bipartisan, intendiamo promuovere, nelle sedi istituzionali competenti, posizioni coerenti con le esigenze del territorio lombardo, rafforzando il dialogo con il Governo e con le istituzioni europee”.