In Commissione Attività Produttive prosegue l’iter del progetto di legge “Disposizioni regionali per la valorizzazione e la promozione della cucina tipica lombarda” con il secondo ciclo di audizioni che ha visto la partecipazione di numerose voci esperte della cucina lombarda.
Un testo di legge a firma Alessandro Corbetta (Lega) che si propone di dare un riconoscimento regionale ai piatti tipici della tradizione gastronomica lombarda, custodi dei sapori e dell’identità culturale della Regione.
“Anche le audizioni che si sono svolte oggi in Commissione sono state molto utili – ha sottolineato la Vice Presidente e relatrice del progetto di legge Silvia Scurati – e rappresentano uno spunto prezioso per predisporre un testo di legge che sia veramente in grado di riconoscere il valore inestimabile di questo patrimonio per la nostra Regione. Questo progetto di legge non ha infatti solo una valenza culturale, ma è anche strategico dal punto di vista economico e turistico”.
“Noi lombardi siamo sempre stati bravi a puntare sul business e sul nostro tessuto industriale – ha dichiarato il Consigliere Alessandro Corbetta – ma spesso ci siamo dimenticati di valorizzare la nostra cultura e le nostre tradizioni anche gastronomiche. Il consenso che sta raccogliendo questo progetto di legge da chi la cucina lombarda la vive ogni giorno dimostra che c’era la necessità di dare una cornice normativa ad una filiera abituata a valorizzarsi da sola, ma che ha bisogno di essere sostenuta anche a livello istituzionale”.
L’obiettivo del testo normativo all’esame della quarta Commissione del Consiglio regionale non è solo quello di valorizzare la cucina lombarda come un elemento distintivo del territorio, ma anche come strumento di aggregazione sociale, di sviluppo economico e di attrattività turistica. Per raggiungere questo scopo sono state previste una serie di misure come l’istituzione di un riconoscimento ufficiale di “Cucina tipica lombarda”, la nomina di una Consulta con i rappresentanti delle principali categorie del settore chiamata a codificare le ricette lombarde e a coadiuvare la Giunta regionale nel conferimento del riconoscimento, l’identificazione di un mese dedicato ai piatti e ai prodotti tipici regionali e la valorizzazione dei prodotti regionali DOP, IGP, PAT e DE.CO. Previsti inoltre anche interventi per incentivare il passaggio generazionale garantendo così che le tradizioni tipiche territoriali continuino a essere tramandate.
Iniziative che hanno raccolto il pieno consenso delle associazioni che sono intervenute alle audizioni odierne come l’Unione Cuochi Lombardia che ha definito questo progetto di legge che coinvolge il patrimonio gastronomico regionale “il più completo nel panorama nazionale”. Molti i suggerimenti proposti dalle altre associazioni di categoria presenti, come Slow Food Lombardia Aps che ha consigliato di “riconoscere il valore per la cucina lombarda anche dei prodotti meno affermati e a rischio estinzione dei piccoli produttori locali, imprescindibile risorsa per la cucina lombarda”. Claudio Bizzozzero, Presidente dell’Associazione che organizza ogni anno a gennaio il Festival de la Cazoeula a cui aderiscono 51 ristoranti tra le province di Como Lecco Monza e Brianza e Milano ha suggerito di “prevedere anche la valorizzazione degli eventi e delle rassegne già esistenti sul territorio lombardo dedicati ai piatti tipici e di pensare a piani di marketing che facciano conoscere le ricette della cucina lombarda anche ai turisti”. Per Paolo Francesco Mandelli, editorialista del blog Gastrodelirio “il progetto di legge non deve solo riconoscere il valore dei prodotti e dei cibi lombardi, ma anche quello dei vini delle nostre terre, una ricchezza che spesso poco conosciuta anche da chi vive in Lombardia”.
“Le audizioni di oggi hanno dimostrato la ricchezza della cucina lombarda composta da una varietà di piatti che in ogni Provincia assumono una declinazione diversa sia dal punto di vista degli ingredienti utilizzati ma anche della stagionalità di ogni prodotto” – ha sottolineato in chiusura della seduta la Consigliera regionale Martina Sassoli (Lombardia Migliore) -. Per questo motivo, sarebbe forse utile pensare a più mesi dedicati alla cucina lombarda invece che solo a uno, anche per sostenere un’intera filiera per tutto l’anno”.