Family Health: scienza e prevenzione in una tavola rotonda a Palazzo Pirelli

Corretti stili di vita e conoscenza della storia sanitaria familiare sono due pilastri fondamentali sui quali costruire una corretta prevenzione della salute.
Sono i concetti espressi questa mattina a Palazzo Pirelli durante la tavola rotonda “Family Health: prevenzione, familiarità e stili di vita”.
L’incontro di approfondimento culturale e medico-scientifico, promosso da Family Health (portale che consente di gestire la propria salute e tramandare la storia clinica ai propri cari), ha preceduto l’inaugurazione della mostra collettiva d’arte contemporanea, ispirata all’albero, che rimarrà esposta allo Spazio Eventi del Pirellone fino al 29 maggio.

L’albero come simbolo di bellezza, di vita, di salute e soprattutto di eredità personale. Con l’albero ‘genealogico’ si ricostruisce la successione delle generazioni e la trasmissione dei caratteri ereditari, patrimonio andato perduto col tempo e con nuovi stili di vita. E dall’albero si deve e può ripartire per diffondere un’adeguata cultura della prevenzione nella promozione della salute.

Ai lavori sono intervenuti Sergio Bernardini, Presidente della Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica (che ha curato anche la mostra d’arte), Giuseppe Agosta e Walter Ricciardi, rispettivamente ideatore e coordinatore scientifico del progetto “Family Health”, Giovanni Corsello, professore di Pediatria all’Università di Palermo, Stefano Pizzi, responsabile delle Relazioni Esterne dell’ Accademia di Belle arti di Brera e Mario Merialdi, esperto in Salute internazionale.

Durante il convegno, patrocinato dalle Società italiane di Neonatologia, Pediatria, Ginecologia e Ostetricia e degli Urologi Ospedalità Privata, è stato sottolineato l’obiettivo del progetto “Family Health”, che è quello di dare la possibilità ai cittadini di crearsi un “fascicolo sanitario” personale e familiare immediatamente e sempre disponibile per gestire al meglio la propria salute, che è condizionata dagli stili di vita e la storia sanitaria personale e familiare.

Con questo progetto – ha detto Giuseppe Agostavogliamo avvicinarci ai cittadini, parlare con le famiglie e sviluppare una vera cultura del benessere. Il connubio tra arte e salute è una grande intuizione e inserire aspetti umanistici anche negli stessi laboratori sanitari può solo essere positivo anche per gli operatori che vi lavorano”.