Solidarietà, il “contagio” positivo di aziende e società

Intraprendenza e solidarietà. Sono caratteristiche molto lombarde, che non mancano di confermarsi anche in questi giorni di emergenza. Da oltre un mese il Coronavirus ha sconvolto le nostre vite, ma il darsi da fare della nostra gente, dimostra giorno dopo giorno, di essere più forte della paura e delle difficoltà. Sono centinaia le storie che meriterebbero una menzione: donazioni, regali, sottoscrizioni, raccolte fondi e via dicendo. Opere dell’ingegno e dimostrazioni di generosità. Che a volte si mescolano fra di loro. Come la start-up bresciana Isinnova, che senza scopo di lucro, ha risposto a un appello dell’ospedale di Chiari, mettendo a disposizione le sue macchine per stampare in 3D un centinaio di valvole per i reparti di terapia intensiva in sofferenza. Da un nuova sfida per concretizzare un’intuizione, quella del dott. Renato Favero, ex primario dell’ospedale di Gardone Valtrompia, della possibilità di trasformare un noto modello di maschere da sub, quelle per lo snorkeling vendute dei magazzini Decathlon, in strumenti per la respirazione artificiale. L’azienda si è messa al lavoro e lo strumento sembra funzionare, tanto che in alcuni ospedali viene già utilizzato in caso di emergenza. Allo stesso modo, sempre utilizzando le possibilità offerte dalla stampa in 3D,  ha fatto la 3DP World, azienda di Como dell’imprenditore Alberto Canali. Decathlon, saputo della possibile riconversione della loro maschere modello Esaybreath, ha subito deciso di regalarne 10.000 alle Regioni italiane in attesa dei test e delle sperimentazioni che sono in corso al Politecnico di Milano. E a produrre le valvole ad uso medico, ci si è messa anche la grande fabbrica d’armi bresciana Beretta, che ha adattato i suoi impianti normalmente utilizzati per studiare i prototipi di pistole e fucili alla produzione delle valvole a due vie che possono essere attaccate agli erogatori di ossigeno negli ospedali.

Presidi per le strutture sanitarie, sono state messi a disposizione da un nome simbolo dell’imprenditoria lombarda: Pirelli. Il gruppo della Bicocca, in collaborazione con China Construction Bank e in accordo con Regione Lombardia, ha fatto arrivare sul nostro territorio 65 dispositivi per la ventilazione assistita di terapia intensiva, 5mila tute per utilizzo sanitario e 20mila mascherine. E Giorgio Armani, che dopo aver donato 2 milioni di euro agli ospedali, ha dato il via alla conversione di tutti i propri stabilimenti produttivi per realizzare camici monouso destinati alla protezione individuale degli operatori sanitari. Anche altre aziende, dal gruppo veronese Calzedonia a griffe come Prada, Gucci, Fendi, Ferragamo, si sono date disponibili per produrre milioni di mascherine, rispondendo alla richiesta avanzata dal Commissario del Governo Domenico Arcuri. Sono oltre 180 le case di moda che insieme contano di riuscire a produrre 2 milioni di pezzi al giorno.

Se al posto di abiti adesso si producono mascherine, nelle ditte che si occupano di liquori o profumi, si ‘distilla’ gel disinfettante. La lodigiana L’Erbolario  ha attivato i suoi impianti: i primi 38 mila flaconi sono già stati donati e a altre migliaia sono in partenza. Anche Ramazzotti, il celebre amaro della Milano da bere, sta realizzando gel igienizzante nel suo stabilimento di Canelli, che verrà donato alla Croce Rossa, alla Protezione civile e ai Vigili del fuoco.

La Cimbali, azienda delle macchine per il caffè che ha sede alle porte di Milano, ha fatto sentire la sua vicinanza con dieci ventilatori polmonari per il Sistema sanitario, così come l'azienda dei materiali Saes Getters, di Lainate, ha stanziato mezzo milione a sostegno degli istituti di ricerca. All’Ospedale Maggiore di Lodi e il Policlinico San Matteo di Pavia vanno i 200 mila euro di Itelyum, azienda internazionale con sede in entrambe le province e attiva nel settore ambientale.

Una gara, quella solidarietà, dove non c’è competizione perché vincono tutti. Impossibile citare tutte le donazioni e gli assegni staccati in questi giorni. Dai milioni messi a disposizione da Esselunga, Moncler, Mc Donald’s e altri per la riconversione in ospedale di due padiglioni di Fiera Milano al Portello alla Saras di Massimo Moratti che ha stanziato un milione per la Lombardia, passando per il Gruppo Canarbino, importante realtà del mercato elettrico, che ha donato 200 mila euro alle regioni Lombardia, Toscana, Veneto e Liguria, mentre Coeclerici ha devoluto 200mila euro a tre ospedali lombardi di cui 50 mila al Sacco e altrettanti al San Raffaele di Milano e 100 mila al Papa Giovanni XXIII di Bergamo.