La “poesia delle cose” di Achille Castiglioni da Palazzo Pirelli alla Triennale

La serata di martedì 25 settembre, al 31esimo piano  di Palazzo Pirelli, è stata dedicata al grande designer e grande lombardo Achille Castiglioni, le cui opere hanno “sfilato” sotto le luci del Belvedere Jannacci al tramonto, davanti ad un folto pubblico di estimatori, architetti, giornalisti, in una mostra-performance patrocinata dal Consiglio regionale.

Intatto il fascino senza tempo di pezzi di arredamento e di oggetti d’uso comune, che portano con sé il sapore dell’opera d’arte, quali la lampada Luminator, del 1955, o la macchina da caffè Pitagora del 1962, prodotta dalla Cimbali. O ancora, la sedia scolastica T12 – prodotta dalla Industria Palini nel 1960 e progettata insieme a Luigi Caccia Dominioni – oggetto di largo consumo, pensato con tecniche nuove di saldatura, incontro di stabilità, funzionalità e leggerezza, proposta nel periodo in cui si rinnovava la scuola italiana, con il dopoguerra alle spalle e il maggio francese davanti. Una sedia che ha caratterizzato la scuola per anni e su cui tutti noi, probabilmente, ci siamo seduti.

I ventiquattro pezzi scelti per la performance hanno percorso il red carpet del Belvedere, animati e “parlanti”, in una coreografia scherzosa sospesa fra esposizione e teatro.

A molte delle opere di Castiglioni, della cui nascita ricorrerà a febbraio il centesimo anniversario, fu assegnato il “Compasso d’Oro” (ne fu insignito 8 volte), premio di cui proprio Gio Ponti, l’architetto “padre” del Pirellone, fu l’ideatore. “Uno splendido connubio, quello di stasera, fra due grandi dell’architettura e grandi lombardi. Un momento da godere e da festeggiare”, ha detto Francesca Brianza, Vice Presidente del Consiglio regionale.

Nell’ “Anno di Achille” i lavori di Castiglioni saranno oggetto di una mostra monografica, A Castiglioni, che si inaugura il 5 ottobre (visitabile dal 6 ottobre al 20 gennaio 2019) alla Triennale di Milano, presso la quale egli fu insignito di diversi premi e medaglie, dal 1947 al 1963. Diverse opere, le fotografie, i plastici ed anche una particolare raccolta di oggetti trovati qua e là, per caso, “oggetti anonimi” che in qualche modo gli fornivano ispirazione, si possono vedere anche alla Fondazione  Studio Museo Achille Castiglioni.