Question time: sanità, trasporto ferroviario, giovani agricoltori e ambiente

Il Consiglio ha discusso 11 documenti. Tanti gli argomenti trattati

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Nella seduta odierna il Consiglio regionale della Lombardia, presieduto da Federico Romani, ha svolto il question time. Di seguito una sintesi del dibattito.

Ripristino dei presidi sociosanitari presso la stazione di Milano Rogoredo
L’interrogazione a firma di Nicola Di Marco (M5Stelle) ha chiesto alla Giunta se fosse già definito un cronoprogramma e le relative modalità operative per l’erogazione dei 300.000 euro stanziati con un emendamento alla legge regionale di Stabilità 2026-2028 e destinati al ripristino e al potenziamento dei presidi sociosanitari vicino alla stazione di Rogoredo.
In particolare, si chiedeva quali servizi sociosanitari di prossimità si vogliono ripristinare e come si intende strutturare il coordinamento con ATS, ASST e Terzo Settore per rispondere in modo efficace alle gravi criticità di sicurezza e marginalità nell’area di Rogoredo. “L’area circostante la stazione ferroviaria di Milano Rogoredo e il limitrofo “boschetto” sono da anni al centro delle cronache per gravi e persistenti fenomeni di degrado sociale, spaccio di sostanze stupefacenti e criminalità diffusa – ha spiegato Nicola Di Marco –. La complessità del quadrante di Rogoredo impone un approccio integrato che non si limiti al presidio di sicurezza, ma che preveda soprattutto un intervento strutturato di riduzione del danno, presa in carico e assistenza sociosanitaria rivolto alle persone in condizioni di marginalità e dipendenza presenti sul territorio. Il ripristino di presidi sociosanitari di prossimità costituisce uno strumento indispensabile per alleggerire la pressione sulla sicurezza urbana, offrendo risposte in coordinamento con ATS, ASST competenti, Enti locali e realtà del Terzo Settore attive nel quartiere”.
Nel rispondere al question time l’Assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, ha segnalato che “sono state stanziate nuove risorse per potenziare i servizi sul territorio in collaborazione con ATS Milano, con la Croce Rossa e con gli Enti del Terzo Settore nell’ottica di rispondere non solo a un primo intervento emergenziale, ma per riuscire a garantire la presa in carico delle persone in difficoltà, anche in un momento successivo. Tra questi servizi si ricordano le équipe mobili per due giorni a settimana, in grado di offrire servizi sociosanitari e intercettare i giovani a rischio”.

Criticità nel servizio di trasporto sanitario non urgente per pazienti dializzati e persone con disabilità nel territorio di Milano
Sono stati stabiliti requisiti, controlli e verifiche su come viene erogato all’utenza il servizio di trasporto sanitario non urgente e quali provvedimenti o sanzioni sono previste in caso di inadempienza degli impegni assunti? Questo è il quesito presente nel question time a firma di Onorio Rosati (AVS) sul trasporto sanitario non urgente per pazienti che necessitino di cure continuative, tra cui i pazienti dializzati.
Numerosi cittadini hanno segnalato gravi criticità nel servizio di trasporto dedicato ai pazienti dializzati e alle persone con disabilità nel territorio di Milano, un servizio essenziale e funzionale all’erogazione di una terapia salvavita che richiede regolarità, continuità e rigoroso rispetto degli orari programmati – ha precisato Onorio Rosati –. I ritardi sistematici, in alcuni casi superiori alle due o tre ore rispetto agli orari previsti per l’accompagnamento alle strutture ospedaliere incidono sullo stato di salute e sulla qualità della vita di persone in condizioni di particolare fragilità e possono determinare ricadute anche sull’organizzazione delle strutture ospedaliere, con ripercussioni sulla programmazione delle terapie”.
“C’è un preciso disciplinare in possesso delle ASST e ATS che stabilisce tempi, modalità e penalità del servizio in caso di inadempimento, sia riguardo al personale sia riguardo ai mezzi utilizzati, ambulanze o autovetture. L’applicazione delle penali è commisurata alla gravità dell’inadempimento”, ha specificato l’Assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso.

Stato dell’Ospedale di Saronno (VA), investimenti e prospettive di rilancio
Nell’interrogazione presentata da Gigi Ponti (PD) si chiedeva alla Giunta a che punto fossero gli interventi di edilizia sanitaria e ammodernamento tecnologico previsti per l’Ospedale di Saronno (VA), quali risorse risultino già stanziate e impegnate, quali azioni concrete siano state adottate per garantire il reclutamento e la copertura delle figure professionali necessarie e con quali tempi si prevede di restituire stabilità organizzativa all’Ospedale. “L’Ospedale di Saronno rappresenta un presidio sanitario essenziale per un’area che comprende territori di tre province: Como, la parte milanese nord-occidentale e Monza-Brianza, con un ruolo strategico nell’offerta di servizi ospedalieri di base e specialistici – ha spiegato Gigi Ponti . La riduzione dei posti letto e la sospensione di alcuni reparti hanno inciso sull’offerta sanitaria territoriale. L’effettiva attuazione degli investimenti annunciati e la capacità di reclutare e stabilizzare personale sanitario costituiscono condizioni indispensabili per garantire la piena operatività della struttura”.
Nel rispondere al question time l’Assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, ha segnalato che “Regione Lombardia intende potenziare questo Ospedale con un monitoraggio costante, interventi mirati e reclutamento del personale. Abbiamo stanziato 4 milioni di euro per l’acquisto di nuove e innovative apparecchiature e assunto nuovo personale nel 2025: circa 90 persone tra medici e personale di comparto, pur nella complessità di trovare anestetisti e medici di Pronto soccorso e Rianimazione. Rispetto allo scorso anno sono aumentati del 34,5 % i ricoveri, del 49% gli interventi chirurgici e del 12% il numero dei posti letto. Sono stati programmati interventi strutturali che prevedono la ristrutturazione di alcuni padiglioni”.
A conclusione della discussione Samuele Astuti (PD) ha invitato la Giunta “a non fermarsi agli annunci ma a prendere impegni seri sui tempi di attuazione. Molti degli interventi citati sono stati stabiliti nel 2023, ma ancora troppe poche opere sono state realizzate”.

Negata accessibilità dei treni e delle stazioni ferroviarie in Lombardia per le persone con disabilità
Quali iniziative Regione Lombardia intende intraprendere, in collaborazione con Trenord, RFI e gli altri gestori, per accelerare gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche e di ogni altra barriera nelle stazioni, consentendo l’accessibilità anche di tutte le banchine e di tutti i convogli, e assicurando la formazione adeguata del personale sull’utilizzo delle dotazioni strumentali per assicurare l’accessibilità e l’aggiornamento dei piani di emergenza per includere le esigenze delle persone con disabilità? Questo è il contenuto del question time rivolto alla Giunta e illustrato da Lisa Noja (Italia Viva). “La richiesta si inserisce in un contesto di criticità strutturali e ricorrenti nel sistema ferroviario lombardo, come emerso da diverse denunce e segnalazioni – ha specificato Noja – . Una situazione che viola il diritto alla mobilità delle persone con disabilità, con impatti economici, psicologici e pratici sulle persone coinvolte e contrasta con gli obblighi nazionali in materia antidiscriminatoria e regionali in materia di trasporto pubblico locale. La Giunta regionale ha competenza in materia di programmazione e coordinamento di questo servizio, inclusa l’accessibilità per le persone con disabilità, e deve vigilare sull’operato di enti come Trenord e RFI per garantire standard adeguati, anche in materia di formazione del personale, garantendo ai viaggiatori tutto il supporto necessario ad attivare le strumentazioni presenti sui convogli e nelle stazioni”.
Il Sottosegretario ai Rapporti con il Consiglio regionale, Mauro Piazza, ha affermato che “sono diverse le situazioni che ostacolano l’accessibilità: marciapiedi alti, ostacoli tra treno e marciapiede come, ad esempio, spazio vuoti e dislivello e la presenza di treni dottai di pavimenti non più alti di 50/60 cm da terra. La maggioranza dei treni di Trenord è dotata di pedana e di assistenza del personale per consentire ai viaggiatori di accedere al treno in partenza, di accoglienza all’arrivo e di supporto nei cambi. Per lo più sono stati completati gli interventi di adeguamento: in particolare, sono state riqualificate 29 linee ferroviarie, la Milano-Asso e la Saronno-Como e la Brescia-Iseo-Edolo. Anche sul piano nazionale, RFI ha realizzato un piano integrato con particolare attenzione al miglioramento dell’accessibilità e della sicurezza delle stazioni”.

Bando 2026 PSN/PAC 2023-2027 “Insediamento giovani agricoltori” e misure per il ricambio generazionale in agricoltura
Quali sono state le motivazioni che hanno determinato la riduzione della dotazione finanziaria del bando 2026 PSN/PAC 2023-2027 “Insediamento giovani agricoltori” a 2 milioni di euro rispetto ai 20 milioni di euro dell’edizione 2025? Questo il quesito posto dai Consiglieri del Gruppo Misto, Massimo Vizzardi e Luca Ferrazzi, che hanno anche chiesto alla Giunta regionale se intenda prevedere ulteriori stanziamenti o strumenti integrativi a supporto dell’insediamento di nuovi giovani agricoltori, al fine di garantire coerenza con gli obiettivi di ricambio generazionale e di sviluppo del settore agricolo.
La riduzione della dote finanziaria per il terzo bando è dovuta a tre motivi: la diminuzione della platea dei giovani, a difficoltà burocratiche che ne impediscono l’accesso e altre rigidità su cui ci stiamo impegnando a chiedere la revisione”. Così l’Assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, ha risposto sottolineando l’importanza del ricambio generazionale in agricoltura, su cui continuerà l’impegno di Regione Lombardia.

Incompetenza legislativa e alterazione del riparto di competenze amministrative in materia ambientale, alla luce dell’Ordinanza del TAR Lombardia, Sezione staccata di Brescia, n. 507/2024
Il Vice Presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Emilio Del Bono (PD), ha interrogato la Giunta circa l’assetto organizzativo e l’allocazione delle funzioni amministrative relative al Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR), a fronte di un conflitto di attribuzione sollevato dal TAR di Brescia circa il procedimento autorizzatorio  per il progetto di un impianto integrato per lo smaltimento di rifiuti non pericolosi (per un totale di 905.000 mc) in località Cascina Castella nel Comune di Rezzato (BS), ora all’esame della Corte Costituzionale.
Nella sua dettagliata risposta Mauro Piazza, Sottosegretario con delega Autonomia e Rapporti con il Consiglio Regionale, ha precisato che le disposizioni della Regione “non sono ancora state dichiarate illegittime. Si tratta di norme importanti che sono ancora sub iudice, ma di cui Regione Lombardia sostiene la fondatezza”.

Contenimento del lupo in Regione Lombardia
Un nuovo censimento da parte di ISPRA per accertare con maggior precisione il numero di esemplari presenti sul territorio, informazione essenziale per predisporre piani di prelievo equilibrarti e sostenibili. È duplice la risposta al question time presentato da Michele Schiavi (FdI) sul contenimento del lupo in Regione Lombardia.
Sia Gianluca Comazzi, Assessore al Territorio e Sistemi verdi, sia Alessandro Beduschi, Assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, hanno rassicurato il Consigliere Schiavi sull’impegno di Regione Lombardia nell’approntare azioni di contenimento “che siano fondati su monitoraggi corretti e dettagliati”. Il question time puntava a stimolare un’azione coordinata tra la Giunta regionale e il Governo centrale per aggiornare i criteri di calcolo e sollecitava, una volta approvata definitivamente la legge delega, azioni concrete per incrementare il numero di esemplari contenibili, alla luce del nuovo quadro normativo europeo e nazionale per il declassamento del lupo e del lavoro che è stato svolto in Consiglio regionale dal Gruppo di lavoro “Grandi Carnivori”, coordinato dal Consigliere Giacomo Zamperini (FdI), Presidente della Commissione speciale per la Valorizzazione e le tutele dei territori montani e di confine, Rapporti tra Lombardia e Confederazione Svizzera.
L’eccessiva presenza del predatore è diventata insostenibile per il comparto agricolo e per la sicurezza delle popolazioni locali – ha sottolineato Schiavi -. Sebbene la bozza rappresenti finalmente l’apertura verso una gestione attiva del contenimento, non possiamo permettere che i numeri siano decisi su basi scientifiche superate. Chiediamo che Regione Lombardia si faccia portavoce, come sempre ha fatto l’Assessore Beduschi in questi anni, in sede di Conferenza Stato-Regioni per una revisione immediata dei criteri, così da ottenere soglie di prelievo proporzionate ai reali censimenti odierni”.
In attesa della definitiva approvazione della legge delega, la bozza predisposta da ISPRA ha individuato una soglia di prelievo, assegnando una quota 1-2 esemplari abbattibili all’anno per Regione Lombardia. “Le popolazioni locali e le associazioni di categoria attendono risposte certe – ha concluso Schiavi -. Proteggere la biodiversità significa anche salvaguardare il lavoro eroico dei nostri allevatori e l’equilibrio dei nostri ecosistemi antropizzati. La Lombardia sarà pronta a gestire questa nuova fase, ma chiediamo a Ispra di prendere scelte basate su dati reali e aggiornati”.

Chiusura delle sedi territoriali di CONI e “Sport e Salute S.p.A.” e ricadute sul sistema sportivo lombardo
Non si hanno al momento notizie ufficiali circa la chiusura delle sedi lombarde di “Sport e Salute”. In caso contrario, ci attiveremo con le organizzazione sindacali per quanto riguarda le ricadute occupazionali e siamo disponibili e monitorare lo sviluppo della vicenda”.
È stata la risposta fornita da Simona Tironi, Assessore all’Istruzione, Formazione, Lavoro, al question time di Angelo Orsenigo (PD) in merito alla ventilata ipotesi di riorganizzazione aziendale di “Salute e Salute S.p.A.”, società interamente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, e che riguarderebbe almeno 36 sedi sul territorio nazionale. Tra le strutture interessate risulterebbero comprese anche quelle lombarde di Como, Monza e Sondrio, in cui hanno sede tanto il CONI quanto “Sport e Salute”, che svolgono funzioni di presidio territoriale a supporto del sistema sportivo locale.

Iniziative a sostegno dell’arrivo in Lombardia degli studenti palestinesi vincitori di borsa di studio attualmente bloccati nella Striscia di Gaza
Attivarsi formalmente presso il Governo e, in particolare, presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, affinché vengano riattivati i corridoi necessari a consentire l’arrivo in Lombardia degli studenti palestinesi già vincitori di borse di studio e formalmente ammessi a percorsi di studio presso istituzioni accademiche e formative italiane, attualmente impossibilitati a lasciare la Striscia di Gaza. Il tema è sollevato dal Consigliere del Patto Civico, Luca Paladini, in un question time volto a sbloccare la situazione di alcuni studenti palestinesi, che a  causa della mancata riapertura dei corridoi e dei valichi, e nonostante abbiano completato le procedure di selezione e siano formalmente ammessi ai corsi, rischiano di perdere l’anno accademico con conseguente necessità di riattivare procedure selettive e amministrative, con ulteriore aggravio organizzativo e possibile dispersione delle risorse già stanziate.
Ampia disponibilità ad accogliere e ampliare le borse di studio per studenti palestinesi da parte delle Università e dagli Istituti di Alta formazione della Lombardia è stata annunciata da Alessandro Fermi, Assessore all’Università, Ricerca, Innovazione, che ha rimarcato come l’attuale scenario internazionale renda difficile ipotizzare partenze da località che hanno spazi aerei chiusi. “Rimaniamo aperti al dialogo e speriamo che la diplomazia riesca ad aprire corridoi umanitari“, ha auspicato Fermi.

Carenza Depakin
La Consigliera Paola Pollini (M5Stelle) è tornata ad interpellare la Giunta circa la carenza del Depakin, farmaco è classificato dall’AIFA come non sostituibile, né con altri farmaci presenti sul mercato né con terapie alternative, configurandosi pertanto come un farmaco di fatto “salvavita”, indispensabile per i pazienti che lo assumono regolarmente. La Consigliera Pollini ha sollecitato la Giunta perchè si attivi concretamente per garantire la continuità della produzione e la disponibilità del farmaco salvavita Depakin, in tutte le sue formulazioni, anche attraverso un’azione congiunta con il Governo e l’AIFA nei confronti dell’azienda produttrice.
Rispondendo all’interpellanza, Mauro Piazza, Sottosegretario con delega Autonomia e Rapporti con il Consiglio Regionale, ha precisato che sono molteplici i fattori che determinano la carenza del farmaco sul mercato europeo. “Regione Lombardia, in accordo con AIFA, cerca misure di mitigazione in caso di mancanze per garantire sempre continuità terapeutica” ha dichiarato Piazza.

Piano d’Area di Malpensa
Assicurare una valutazione preventiva e cumulativa degli impatti ambientali e sanitari connessi all’attuazione del Masterplan 2035, in assenza di un Piano d’Area, scaduto nel 2009 e mai rinnovato, lasciando il territorio privo di una cornice pianificatoria unitaria, senza nemmeno la VAS.
Questo quanto contenuto in un’interpellanza presentata dal Onorio Rosati (AVS) in cui si sollecitava che anche il Masterplan 2035 di Malpensa fosse subordinato a specifiche condizioni, tra cui l’esclusione dell’ampliamento della nuova area cargo al di fuori del sedime aeroportuale in ambiti naturali del Parco del Ticino e la necessità di valutare una diversa distribuzione del traffico cargo su altri aeroporti, nel rispetto del Piano Nazionale Aeroporti e delle relative procedure di VAS.
Tre le ragioni addotte da Mauro Piazza, Sottosegretario con delega Autonomia e Rapporti con il Consiglio Regionale, per chiarire il motivo dell’assenza del novo Piano d’area: in primo luogo, una motivazione tecnico-procedurale che vedrebbe un iter di parecchi anni, durante i quali il territorio sarebbe privo di strumenti; in secondo luogo, la sigla del Protocollo d’Intesa del 2025 che già contiene opere viarie per l’accessibilità e la relativa mitigazione e che ha visto ENAC versare oneri per 25 milioni; in terzo luogo, le procedute per il progetto di sviluppo e il monitoraggio delle condizioni ambientali, già in essere tra i diversi Enti.

(Testi a cura di T. Arena e B. Caruso)